Ho riflettuto parecchio se chiamare questo piatto gnocchi di barbabietola o, più poeticamente, gnocchi rosa. Ho optato per la prima soluzione, più diretta e sincera, vera. Non che gnocchi rosa non lo sia, ma il colore potrebbere essere dato da un colorante artificiale; e qui di artificiale non c’è proprio niente.
Ora non sto parlando di gnocchi o di blog, ma di vita, si era capito? Il rosa è un colore che mi piace, ma solo in alcune sfumature; ma il rosa è anche un colore che non mi è mai appartenuto pienamente, forse da piccola quando mi ci vestivano perchè “è così che si vestono le bambine” (quanto detesto questo modo di pensare); poi crescendo ho abbracciato tutti i colori dell’arcobaleno ed oggi mi sento desaturata, che per chi ne capisce qualcosa di fotografia e post-produzione sa di cosa sto parlando.
Non ho mai guardato la vita attraverso un filtro rosa; non me l’hanno mai permesso, non me lo sono mai permessa. Sono sempre stata una persona esigente con me stessa e con gli altri, sempre stata troppo dura e non mi sono concessa il lusso di sognare e pensare prima a me e alla mia vita, anteponendo quella della mia – ingombrante e snervante – famiglia. Sono arrabbiata per questo, tanto arrabbiata con me stessa e con la vita che, nonostante non mi abbia mai fatto mancare niente – nel bene e nel male – non mi ha mai dato quel filtro rosa, e sono arrabbiata con la mia famiglia che non mi ha mai insegnato a pensare e osservare il mondo in rosa.
Ora vedo tutto un po’ più desaturato, più spento, a volte sfocato e confuso. Perchè deve essere tutto così estremamente difficile, sempre? Il lavoro, la mia famiglia, portare avanti questa passione – la cucina e la scrittura del blog – che sta diventando ogni giorno sempre più frustrante; un dispendio di energie che a volte mi chiedo dove riesco ancora a trovare. Ma sono testarda, tanto testarda e se la vita e la mia famiglia non mi hanno dato il filtro rosa, allora me lo vado a prendere da sola, come ho sempre fatto, in una barbabietola, e cosi, avanti. Ma che fatica.


Se il rosa non ha mai fatto parte della mia vita, gli gnocchi invece, quelli sì, da sempre. Se c’è un piatto della mia nonna partena per cui andavo matta, erano proprio gli gnocchi di patate fatti in casa conditi semplicemente con burro, salvia e tanto parmigiano. E’ un sapore acestrale, un ricordo che mi accarezza; sarà forse per questo che non ho mai – e dico mai – comprato degli gnocchi industrali al supermecato. So a priori che non possono reggere il confronto e per preteggermi da una delusione, ogni volta che ne sento la necessità, impasto.
Ma qual è la storia degli gnocchi di patate? Già nel Rinascimento si trovano scritte delle ricette che indicavano una sorta di gnocco realizzato con un impasto fatto di farina, acqua, pangrattato e uovo ma solo alla fine del ‘700 si ebbe l’intuizione di utilizzare le patate lesse nell’impasto. Pellegrino Artusi nel 1891 ne descrive due ricette: la prima con patate lessate e schiacciate impastate con petto di pollo tritato, parmigiano, tuorli d’uovo, farina e noce moscata. E la seconda, molto più semplice, con sole patate e farina.
Questa versione minimalista, destinata ad avere una grande fortuna, appare già nel 1871 sotto il nome di gnocchi alla marchigiana, ma nel 1908 il primo ricettario di cucina tradizionale italiana li include sotto le specialità bolognesi, mentre il Talismano della felicità del 1927 ne parla come un piatto tipico delle trattorie romane che viene servito il giovedì (rif: Il Gambero Rosso) Da qui il famoso detto “giovedì gnocchi”.
Quale sia l’origine, gli gnocchi rimangono senza dubbio un piatto molto amato da grandi e bambini, sono un piatto povero ma sostanzioso e sono estremamente versatili; ne esistono infatti infinite varianti e altrettanti infinti condimenti. Nella categiria gnocchi possiamo includere anche i canederli e gli gnocchi alla romana. Oggi mi sono divertita a sperimentare gli gnocchi rosa utlizzando la barbabietola ma è possibile realizzarne di diversi colori; verdi per esempio con gli spinaci, oppure rossi utilizzando il concentrato di pomodoro, o ancora gialli a base di zafferano.

Gnocchi di barbabietola
Ingredienti
- 250 gr patate
- 40 gr barbabietola precotta
- 100 gr farina + quella per la lavorazione
- 1 uovo piccolo
- q.b. sale
- q.b. noce moscata
- 30 gr burro
- 8 foglie salvia
- q.b. nocciole
Istruzioni
- Lessa le patate in abbondante acqua salata, usa patate per gnocchi oppure patate "vecchie". Nel frattempo riduci in purea la barbabietola utilizando un mixer o un minipimer.
- In una ciotola schiaccia le patate, aggiungi l'uovo, il sale e la noce moscata in polvere. Unisci anche la purea di barbabietola e mescola con un cucchiaio.
- Aggiungi la farina poco alla volta, comunincia ad impastare nella ciotola e quando il composto risulta abbastanza compatto trasferiscilo sulla spianatoia aggiungendo poca farina alla volta.
- Formato un panetto mordibo ma compatto, prendi delle piccole parti di impasto e froma dei salsicciotti, taglia gli gnocchi della stessa dimensione e passali al rigagnocchi; quest'ultimo passaggio non è necessario.
- In una padella sciogli il burro con la salvia e lascialo cuocere per qualche minuto finchè non diventa nocciola Cuoci gli gnocchi pochi alla volta e quando vengono a galla prelevali con una schiumarola e tuffali nel burro caldo.
- Fai saltare gli gnocchi nel burro con la salvia e servi guarnedo a piacere con nocciole tritate grossolanamente.
Se ti piacciono gli gnocchi leggi anche la ricetta degli gnocchi di zucca