Sono la regina dei risotti, potrò risultare presuntuosa ma è così. Per preparare un buon risotto ci vogliono tempo, dedizione, pazienza e naturalmente ingredienti di prima qualità; a partire dal riso – solitamente un Carnaroli – e, come in questo caso, un castelmagno DOP e delle nocciole IGP; per dare vita ad un ricetta piemontese golosa dai sapori tipici e inconfondibili.
Dover trovare gli ingredienti giusti e di qualità? Ma da Banco Fresco, naturalmente. Qualche settimana fa vi ho parlato del banco dei formaggi e di come da Banco Fresco sia presente un’interessante e varia selezione di formaggi francesi – leggi la ricetta della Galette di camembert e cipolle caramellate.
Ma non è tutto, gli esperti Banco Fresco hanno selezionato i migliori formaggi e latticini italiani con un’attenzione speciale per i piccoli produttori del Piemonte. Da qui è nata l’idea di questa ricetta, semplice ma fortemente radicata nel territorio.

Ma facciamo un passo indietro e facciamo chiarezza sulle sigle DOP e IGP che spesso accompagnano i nostri prodotti. L’Italia è il paese europeo con il più alto numero di prodotti agroalimentari DOP e IGP riconosciuti dall’Unione Europea. DOP e IGP sono marchi tutelati e protetti a livello comunitario a beneficio dei consumatori e contro la contraffazione alimentare.
La sigla DOP significa “Denominazione di Origine Protetta”, mentre IGP significa “Indicazione Geografica Tipica”. Nel caso dei prodotti DOP è all’ambiente geografico di riferimento che sono ascritte tutte le qualità e le caratteristiche del prodotto. Nel caso degli IGP invece si fa riferimento a una data qualità o caratteristica del prodotto relativa a un determinato territorio.
Per ottenere il marchio DOP tutta la produzione e la trasformazione del prodotto devono avvenire nell’area geografica determinata, nel caso dei prodotti IGP le stesse, o anche solo una singola fase del processo produttivo, devono avvenire in un dato territorio.
Esiste un’altra sigla che incontriamo spesso sui prodotti ed è la DOC “Denominazione di Origine Controllata”, non è un vero e proprio marchio poiché esso è comune ad una grande varietà di prodotti. La DOC è spesso utilizzata in enologia e certifica le zone di origine e delimita le uve utilizzate per la produzione del prodotto sul quale è apposto il marchio.
E per finire, il contrassegno DOCG “Denominazione di Origine Controllata e Garantita” è sinonimo assoluto di garanzia circa l’origine e la qualità del prodotto vinicolo. Questo procedimento di certificazione garantisce inoltre una numerazione delle bottiglie prodotte e quindi la sicurezza della non manomissione delle stesse.

Risotto castelmagno e nocciole
Ingredienti
- 70 gr riso carnaroli
- 100 gr castelmagno DOP
- 50 gr nocciole IGP
- 1 noce di burro
- 1 carota
- 1 gambo di sedano
- 1 cipolla
- q,b. sale e pepe
Istruzioni
- Prepara il brodo vegetale facendo cuocere in abbondante acqua salata il sedano, la carota e la cipolla per almeno due ore. Ti cosoglio di preparare sempre del brodo in più e di congelarlo cpsì da averlo sempre pronto e a disposizione.
- Fai scogliere il burro in una casserula dai bordi alti e yosta il riso per qualche minuto, puoi decidere di sftumarlo con del vino bianco oppure direttaente con il brodo. Procedi alla cottura del riso mescolando e aggiungendo il brodo quando necessario.
- Frattugia il castelmagno e mettilo da parte. Trita grossolanamente al coltello lo nocciole tostale qualche minuto in una padella calda, così facendo sprigioneranno tutti gli oli e quel loro profumo inconfondibile.
- Quando il riso è cotto ma non troppo ascutto, spegni la fiamma e aggiungi il castegmagno. Mescola per bene e lascia mantecare per qualche minuto.
- Impatta e guarnisci con una spolverata di pepe e le nocciole tostate.
Post in collaborazione con Banco Fresco