Il villaggio arroccato di Gordes
Il villaggio arroccato di Gordes

Provenza: 3 giorni tra i villaggi del Luberon

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Ah, il Luberon! Quella fetta di paradiso provenzale che sa di lavanda, vino rosé e baguette appena sfornate; un pezzetto di Francia che nell’immaginario collettivo è fatto di vita lenta, paesini arroccati e sole 365 giorni l’anno insomma, in una parola “wow”.

Ma non è sempre così, o meglio lo è per quelle che io definisco le “wow influencer”; dove tutto è sempre super top e super meraviglioso, dove “non puoi non venire qui anche tu”, dove grandi sorrisoni di sprecano a favore di camera perchè l’importante è fare la foto (o il video) che attesti l’effettivo passaggio in quel luogo, riducendo tutto a una voce da spuntare su una lista della spesa virtuale.

Poi c’è la vita reale dove la lavanda è in fiore solo poche settimane l’anno, dove non splende sempre il sole, dove la vita è frenetica anche nei piccoli villaggi e si sente opprimente l’effetto dell’overtourism che i social – ma non solo – per la loro natura intrinseca di moltiplicatori di tendenze, hanno contribuito ad alimentare. Per quanto riguarda invece baguette e vino rosé, quelli sì, ci sono sempre e sono sempre maledettamente buoni.

Giorno 1: Gordes e l’Abbazia di Sénanque

Arrivo a Gordes con la stessa impazienza mista a speranza di una bambina la mattina di Natale. Ho sognato tanto di visitare questo villaggio, l’ho visto così tante volte in fotografia e nei film che mi sembra già di conoscerlo. Il viaggio verso Gordes dura poco più di un’ora perchè arrivo da Marsiglia, ma sembra un’eternità. Più mi avvicino, più grandi nuvoloni grigi offuscano il mio sogno, è fine aprile e sono consapevole che di lavanda neanche l’ombra ma il sole, quello non può non esserci, siamo in Provenza. E invece…

Provenza: 3 giorni tra i villaggi del Luberon
Provenza: 3 giorni tra i villaggi del Luberon
Provenza: 3 giorni tra i villaggi del Luberon
Provenza: 3 giorni tra i villaggi del Luberon

La mancanza del sole influisce sicuramente sul mio umore, Gordes senza il sole non è come l’avevo immaginata; sembra triste lì, arroccata tutta sola sopra quella collina, le viuzze e le case in pietra senza la giusta luce non brillano come dovrebbero; restano comunque scorci mozzafiato sulla vallata punteggiata di ulivi e vigneti, anche se le nuvole basse colorano tutto di grigio. Il meteo incerto e sfavorevole ha probabilmente scoraggiato molti turisti che soprattutto nella stagione estiva invadono Gordes come mandrie imbufalite (a proposito di overtourism), ma oggi sono rimasti nei loro alberghi, lasciandoci il piacere di godere questo villaggio in tutta tranquillità!

Gordes si trova arroccato sulla parete bianca e rocciosa dell’altopiano del Vaucluse e, arrivando dalla strada principale, sembra una gigantesca torta nuziale. Con il sole o con le nuvole è sicuramente il punto di partenza per un on the road tra i villaggi del Luberon.

Provenza: 3 giorni tra i villaggi del Luberon
Provenza: 3 giorni tra i villaggi del Luberon

E per pranzo? Non potete dire di aver vissuto la vera esperienza provenzale senza aver assaggiato una tarte aux légumes (torta di verdure) innaffiata da un bicchiere di vino rosé locale. Non dimenticate di fare incetta di olive e salsa aïoli al mercato. Oppure concedetevi un “pranzo con vista” al ristorante Clover Gordes dello Chef Jean-Francois Piège.

Per immaginare il menu del suo ristorante lo Chef si è ispirato alla ricchezza del terroir provenzale, selezionando con cura prodotti locali eccezionali in una sinfonia di profumi e sapori unica, come gli oli d’oliva che vengono serviti al tavolo in un grazioso cesto di vimini da personale super attento e preparato. Nella bella stagione, pranzando sulla terrazza, potreste avere un déja vu; qui è stata girata una scena della famosa serie Netflix Emily in Paris.

Clover Gordes
Clover Gordes
Clover Gordes
Clover Gordes

Poco distante da Gordes si trova l’Abbaye Notre-Dame de Sénanque, un’abbazia cistercense del XII secolo incorniciata da campi di lavanda che, in piena fioritura tra fine giugno e luglio, creano uno spettacolo visivo e olfattivo indimenticabile. Fondata nel 1148, l’Abbazia è tutt’ora abitata da un piccolo gruppo di monaci e per visitarla è indispensabile prenotare una visita guidata.

 l'Abbaye Notre-Dame de Sénanque,

Giorno 2: Fontaine-de-Vaucluse e L’Isle-sur-Sorgue

Fontaine-de-Vaucluse è un villaggio che non solo ha un nome poetico, ma ha anche ispirato uno dei più grandi poeti italiani: Francesco Petrarca. Se pensavate che l’acqua fosse solo per bere o per fare il bagno, questo villaggio vi farà cambiare idea. Qui, l’acqua è protagonista, un elemento magico che ha plasmato non solo il paesaggio, ma anche l’anima di chi lo visita.

La principale attrazione di Fontaine-de-Vaucluse è, senza ombra di dubbio, la sua sorgente. Ma non stiamo parlando di una qualsiasi sorgente d’acqua: questa è una delle sorgenti più potenti e misteriose del mondo. Si dice che la profondità della cavità che la genera sia ancora sconosciuta, il che la rende un po’ come il pozzo dei desideri di ogni speleologo.

Cosa mangiare a Fontaine-de-Vaucluse? Dopo tanto camminare e ammirare, vi meritate una pausa gastronomica. Provate il piatto locale, la Daube Provençale, uno stufato di carne di manzo cotto lentamente nel vino rosso con erbe aromatiche. E se volete qualcosa di più leggero, optate per una Salade Niçoise, che, nonostante il nome, è amata anche qui. Per dessert, un bel Clafoutis alle ciliegie vi farà chiudere in bellezza.

PH: islesurlasorguetourisme.com

Spostiamoci ora a L’Isle-sur-la-Sorgue che, non a caso, viene chiamata la “Venezia della Provenza”. Questo villaggio pittoresco è attraversato da canali che riflettono le colorate facciate delle case e i mulini ad acqua, creando un’atmosfera da sogno che vi farà innamorare all’istante.

Se siete amanti del vintage e dell’antiquariato, L’Isle-sur-la-Sorgue è il vostro paradiso. Ogni domenica, le strade si riempiono di bancarelle che vendono di tutto, dai mobili antichi ai gioielli vintage. Al mercato settimanale invece potrete anche gustare prodotti locali come formaggi, salumi e, naturalmente, olive. Un giro tra le brocante (mercatini dell’usato) è d’obbligo; qui è possibile trovare tutto ciò che non sapevate di volere: vecchie cartoline, specchi dorati, candelabri da mille e una notte.

PH: islesurlasorguetourisme.com

Giorno 3: Roussillon, Bonnieux e Apt

Roussillon è quel villaggio che vi fa pensare di essere atterrati su Marte, ma con un bicchiere di rosé in mano. Famoso per le sue scogliere d’ocra che vanno dal giallo brillante al rosso fuoco, questo villaggio è un’esplosione di colori, botteghe di artisti e ceramisti.

Il Sentiero delle Ocre è l’attrazione principale di Roussillon e vi porterà attraverso un paesaggio quasi surreale di formazioni rocciose multicolori. Evitare di vestirvi di bianco e indossate le vostre scarpe più comode (e meno costose, dato che si riempiranno di polvere ocra) e avventuratevi tra i sentieri. Potete scegliere tra il percorso ad anello breve (circa 30 minuti) o quello lungo (circa un’ora), cercate di arrivare la mattina presto, o fuori stagione, perchè questo sito è molto ambito dai turisti oppure al tramonto quando del formazioni ocracee assumono sfumature indescrivibili, sole permettendo!

Cosa mangiare a Roussillon? Dopo aver esplorato il Sentiero delle Ocre, ricaricate le energie con un tian provençal, una sorta di casseruola di verdure gratinate, o con una ratatouille (sì, proprio quella del film). Accompagnate il tutto con un bicchiere di vino locale e non dimenticate un dessert a base di nougat provenzale, una sorta di torrone dolce e croccante al punto giusto.

Bonnieux è un altro gioiello del Luberon, arroccato su una collina e famoso per le sue viste panoramiche che vi faranno sentire come se foste in cima al mondo. Se avete mai sognato di vivere in un quadro impressionista, Bonnieux è il posto che fa per voi. Bonnieux ha due chiese: una in alto e una in basso. Se siete abbastanza coraggiosi da salire fino alla Chiesa Alta, sarete ricompensati con una vista spettacolare che spazia fino al Mont Ventoux.

Dedicate un po’ di tempo alla visita del Musée de la Boulangerie, ospitato in un edificio del XVII secolo utilizzato come panificio fino al 1920, questo museo interamente dedicato al famoso pane di Bonnieux è sorprendentemente interessante. L’esposizione comprende antiche macine, attrezzature tradizionali, manifesti d’epoca e molto altro. A fine visita dirigetevi alla Cave de Bonnieux (circa 5km dal villaggio) per una degustazione di vini locali.

PH: provenceguide.co.uk

Apt, capoluogo del Luberon e porta d’accesso al Parc Naturel Régional du Luberon, è conosciuta come la capitale dei frutti canditi e il suo mercato settimanale è uno dei più famosi della regione. Se amate i dolci e i sapori autentici, Apt è il villaggio che fa per voi. Ogni sabato, le strade del villaggio si riempiono di bancarelle colorate che vendono di tutto: dai formaggi ai salumi, dalle spezie ai frutti canditi. Perdetevi tra i banchi del mercato o visitate le fabbriche di canditi che offrono degustazioni i vendono o loro prodotti, saranno un perfetto souvenir da portare a casa insieme all’olio d’oliva, al sapone e qualche immancabile sacchettino di lavanda.

PH: en.luberon-apt.fr

Ognuno di questi villaggi ha il suo carattere unico e le sue specialità gastronomiche che vi faranno innamorare della Provenza ancora di più. Ovviamente sono solo alcuni suggerimenti ma se avete più tempo a disposizione per il vostro on the road provenzale, allora potete decidere di inserire altre tappe come ad esempio: Saint-Saturenin-lès-Apt, Ménerbes, Saignon, Lourmarin, Lacoste, le abitazioni dell’Eta del bronzo nel Village des Bories e il villaggio semiabbandonato di Oppède-le-Vieux.

Per un tour completo della Provenza non puoi non inserire nel tuo itinerario anche Aix-en-Provence, leggi il post: 48 ore ad Aix-en-Provence, cosa vedere e mangiare

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