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Challah, il pane ebraico dello Shabbat

Negli ultimi mesi ho visto due serie tv che mi hanno appassionato molto; la prima è Unorthodox mentre la seconda, quella più forte e radicata nella cultura ebraica, è Shtisel ambientata nella Gerusalemme oltra ortodossa e dove la cucina ha un ruolo centrale. Shtisel era infatti un famosissimo ristorante della città che purtroppo non ha retto all’emergenza Covid ed è stato costretto a chiudere. Da qui la voglia di approfondire la cucina ebraica, ma dove partire? Forse dalla sua preparazione più conosciuta: la Challah.
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Negli ultimi mesi ho visto due serie tv che mi hanno appassionato molto; la prima è Unorthodox mentre la seconda, quella più forte e radicata nella cultura ebraica, è Shtisel ambientata nella Gerusalemme oltra ortodossa e dove la cucina ha un ruolo centrale. Shtisel era infatti un famosissimo ristorante della città che purtroppo non ha retto all’emergenza Covid ed è stato costretto a chiudere.

Origini e significato

Da qui la voglia di approfondire la cucina ebraica – almeno una parte, perchè è vastissima a cambia seconda del territorio e della comunità di appartenenza – ma dove partire? Forse dalla sua preparazione più conosciuta: la Challah, ovvero il pane ebraico intrecciato che si consuma nel giorno dello Shabbat, la festa del riposo, le cui celebrazioni iniziano la sera del venerdì, subito dopo il tramonto del sole, con la preghiera del kiddush e finisce con il tramonto del giorno successivo. Nella preghiera si benedicono il vino e il pane, la challah appunto, e si rende grazie a Dio di aver creato il mondo e di essersi riposato nel settimo giorno.

La challah, è di fatto un pane bianco, delicato e soffice con un gusto leggermente dolce. E’ a forma di treccia a 3, 4 o 6 capi, e volte è possibile trovarlo a forma di chioccia; sulla tavola ebraica ne sono sempre presenti due, Challot, a simboleggiare la doppia porzione di manna che Dio elargiva agli israeliti nel deserto durante il cammino dei 40 anni alla vigilia del sabato e delle feste.

La preparazione di questo pane è esclusivamente compito delle donne mentre spetta al capo famiglia spezzare la challah e offrirla ai commensali intinta nel sale durante la preghiera rituale. La challah viene custodita all’interno di panni di stoffa bianchi, uno sopra l’altro, a ricordare lo strato di rugiada che ricopriva sopra e sotto quel prezioso cibo celeste che era la manna. I semi di sesamo che ricoprono il pane, ricordano, invece, i fiocchi di manna che Dio fece cadere dal cielo.

La ricetta

La ricetta è molto semplice, composta da pochi ingredienti. A prima vista potrebbe sembrare un pan brioche ma non contiene ne latte ne burro ma rimane comunque un pane soffice adatto ad essere consumato sia con il dolce che con il salato.

Molto più difficile è invece l’intreccio a 4 o a 6 capi, io mi sono cimentata nell’intreccio a 4 seguendo lo schema che vi metto qui sotto e che ho trovato sul libro di Emmanuel Hadjiandreou Come si fa il pane, edito da Guido Tommasi Editore; ma voi potete tranquillamente fare la classica treccia a 3 capi.

Credit: Come si fa il pane, edito da Guido Tommasi Editore pag.56
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Challah

Preparazione 4 ore
Cottura 30 minuti
Portata lievitati
Cucina ebraica

Equipment

  • Planetaria KitchenAid Artisan

Ingredienti
  

  • 250 gr farina manitoba
  • 10 gr lievito di birra fresco oppure 1/2 bustina di lievito di birra secco
  • 25 gr zucchero
  • 20 ml olio extravergine d'oliva (1 cucchiaio)
  • 80 ml acqua tiepida
  • 1 uova
  • 4 gr sale fine
  • 1 tuorlo per spennellare + semi di sesamo per decorare

Istruzioni
 

  • Sciogli il lievito di birra nell'acqua tiepida, mescola bene e quado sarà completamente sciolto aggiungi anche lo zucchero.
  • Versa il liquido nella ciotola della planetaria, unisci anche l'uovo e l'olio e aziona la planetaria ad una velocità bassa.
  • Aggiungi il sale alla farina e aggiungila ai liquidi poco alla volta, a questo punto aumenta la velocità della planetaria e lavora gli ingredienti per qualche minuto finchè l'impasto non comincia a staccarsi dai bordi della ciotola.
  • Copri con un panno umido e fai lievitare per un paio d'oro o comunque fino al raddoppiamento del volume in un luogo caldo, io solitamente lo mette nel forno spento con la luce accesa.
  • Una volta lievitato trasferisci l'impasto su una spianatoia, dividilo in 4 parti uguali e forma dei salsicciotti possibilmente della stessa dimensione e lunghezza.
  • Adesso viene la parte più difficile ovvero l'intreccio (vedi foto nel post), forma una treccia e riponila su una leccarda ricoperta da carta forno per la seconda lievitazione. Copri la challah con il canovaccio bagnato e lascia lievitare per un'altra ora e mezza.
  • Terminata la seconda lievitazione spennella la challah con l'uovo e cospargi di sesamo. Cuoci in forno statico già caldo a 200° per 10 minuti poi abbassa la temperatura a 180° e completa la cottura per altri 20 minuti.
Parole chiave challah, cucina ebraica, lievitati, pane, shabbat

Post in collaborazione con KitchenAid Italia

Foto shooting: Il baccello di vaniglia

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