4 giorni on the road tra le dolci colline toscane della Val d’Orcia ricoperte da vigneti e oliveti è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita e, se possibile, anche più di una volta magari in stagioni diverse così da ammirare e godere appieno di questo splendido paesaggio, dei suoi colori e dei suoi sapori.
Siamo in una delle zone della Toscana più amate dai turisti stranieri, e come dargli torto! Immaginate un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, un angolo di paradiso che madre natura ha dipinto con pennellate di oro, verde e azzurro. La Val d’Orcia, dolce terra toscana, si svela agli occhi del viaggiatore come un quadro rinascimentale, con colline che ondeggiano lievi sormontate da borghi medievali e cipressi che si stagliano fieri contro il cielo.


E ancora le strade serpeggianti da percorrere con i capelli arruffati dal vento su una vecchia cabriolet, i vigneti, gli oliveti e i campi di grano a perdita d’occhio; per poi fermarsi in tipiche trattorie dove il vino scorre come il tempo, lento e prezioso, ad assaggiare un bicchiere di Brunello di Montalcino o di Vino Nobile di Montepulciano mentre si assaporano i pici al ragù di Chianina o il pecorino di Pienza; qui ogni piatto è un pezzo di storia e di poesia culinaria, scritto con amore e semplicità.
Il mio viaggio alla scoperta della Val d’Orcia parte da Siena e dalle Crete Senesi, dove alloggiamo al bellissimo Agriturismo Sal Lorenzo a Serre di Rapolano una frazione di Rapolano Terme, cuore delle Crete Senesi e famoso Complesso Termale dell’Antica Querciolaia sul confine tra la Val di Chiana e il Chianti, per poi dirigerci verso Pienza, San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, Montalcino e Montepulciano.
Giorno 1: Siena e le Crete Senesi
La nostra avventura inizia a Siena, famosa per il Palio che si corre due volte l’anno (il 2 luglio e il 15 agosto) e che richiama turisti da tutto il mondo, ma anche per il suo splendido centro storico. Perdetevi tra le strette vie medievali e ammirate la maestosa Piazza del Campo, dove si svolge la celebre corsa dei cavalli, per ammirare la città dall’alto salite sulla trecentesca Torre del Mangia che si erge per 88 metri sulla piazza.
Non dimenticate di visitare il Duomo di Siena, un capolavoro di architettura gotica risalente al XIII secolo la cui splendida facciata in marmo bianco, verde e rosso è forse una delle più belle d’Italia; e la Chiesa di Santa Caterina patrona d’Italia e d’Europa.






Perdetevi poi tra le Crete Senesi e i borghi medievali come Asciano e Buonconvento, percorrete le strade sinuose che salgono e scendono dalle dolci colline d’argilla. Questo paesaggio lunare, che muta i suoi colori con il passare delle stagioni, offre uno spettacolo naturale degno di un dipinto rinascimentale.
Visitare le Crete Senesi è come intraprendere un viaggio nel tempo, dove ogni collina racconta storie di antichi fondali marini, trasformatisi lentamente in colline argillose. Questo territorio è celebre per le sue biancane e i calanchi, formazioni erosive che, come sculture naturali, rendono il paesaggio ancora più surreale e affascinante.

Tornate a Siena per assaggiare il dolce tipico e, forse, il più conosciuto: il panforte, assieme ai ricciarelli e ai cantucci, famosi in realtà in tutta la regione e perfetti da abbinare al Vin Santo. Il panforte è un dolce medievale cotto in forno caratterizzato da un impasto di frutta secca, miele, frutta candita e spezie. E’ un dolce natalizio toscano il cui nome, che significa “pane forte,” deriva dalla consistenza densa e dal sapore ricco e speziato che lo contraddistingue. Questo dolce era originariamente preparato dai farmacisti (detti “speziali”) e veniva considerato un vero e proprio tonico grazie agli ingredienti pregiati e nutrienti utilizzati.
Altro dolce da provare – e da portare a casa come souvenir – sono i ricciarelli, si tratta di deliziosi biscotti a base di marzapane, teneri e delicati. Anch’essi di origine medievale, sono stati introdotti nella tradizione dolciaria senese nel periodo delle crociate da Ricciardetto della Gherardesca – da cui prendono il nome – che avrebbe portato con sé la ricetta dopo un viaggio in Oriente.
Giorno 2: Pienza
Pienza, conosciuta come la “città ideale” del Rinascimento. Questo incantevole borgo, progettato da Papa Pio II nella metà del XV secolo, è un esempio perfetto di urbanistica rinascimentale dichiarata dall’UNESCO “Luogo di Eredità Mondiale”. Il borgo è molto piccolo ma altrettanto caratteristico, l’attività cittadina si concentra in Piazza Pio II dove sorge il Duomo fiancheggiato da due palazzi rinascimentali: a destra Palazzo Piccolomini e a sinistra il Palazzo Vescovile sede del Museo Diocesano.








Pienza è senza dubbio la città che mi colpito di più, il suo centro storico è attraversato da Corso Rossellini da cui si diramano viuzze incantevoli dai nomi profetici, da via dell’amore a via del bacio fino a via della fortuna e da qui il panorama sulla Val d’Orcia è da perdere il fiato. Cosa Mangiare a Pienza? Senza dubbio il famoso Pecorino di Pienza, uno dei formaggi più pregiati e amati della Toscana la cui origine risale a tempi antichissimi tanto che già gli Etruschi, popolo che abitava la zona prima dei Romani, erano noti per la produzione di formaggi ovini.


Esistono diverse varietà di Pecorino di Pienza, ognuna con le proprie peculiarità: fresco dal sapore delicato e dolce, con una consistenza morbida; semi-stagionato con un gusto più deciso e una texture più compatta, stagionato caratterizzato da un sapore intenso e una pasta dura, spesso affinato in grotte naturali e riserva, una vera prelibatezza per intenditori, stagionato per oltre un anno e con un gusto molto complesso. Fermatevi a fare qualche degustazione nelle numerose enoteche, nelle fattorie e nei caseifici della zona.
Giorno 3: San Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni
San Quirico d’Orcia è un vero gioiello, con i suoi giardini all’italiana Horti Leonini giardini creati intorno al 1581 e la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta in stile romano. Questo piccolo e tranquillo borgo fortificato medievale era, un tempo, luogo di sosta lungo l’itinerario di pellegrinaggio della Via Francigena che portava da Roma a Canterbury. Passeggiando per le sue vie, vi sembrerà di essere tornati indietro nel tempo.
Poco distante si trova l’incantevole e minuscolo borgo di Bagno Vignoni. Questo luogo deve la sua fama alla piazza d’acqua alimentata da una sorgente che sgorga dalla fonte a 1000 metri di profondità e che, risalendo in superficie, viene raccolta nella piazza del paese. La temperatura dell’acqua è di circa 50° e crea straordinari effetti scenografici soprattutto d’inverno, quando entra in contatto con l’aria fredda.


Nella piazza è vietato bagnarsi ma ci sono molto alberghi dove soggiornare e provare le terme, è possibile però bagnare mani e piedi nei fiumiciattoli di acqua fumante che corrono lungo il borgo e concludono la loro strada sulla rupe su cui è poggiata Bagno Vignoni, cascando verso la parte bassa della città e finendo in un’altra vasca, all’interno della quale è invece possibile fare il bagno; sempre che riusciate a scendere la rupe!
Giorno 5: Montalcino e Montepulciano
Concludiamo il nostro viaggio con due tappe imperdibili per gli amanti del vino: Montalcino e Montepulciano. Si parte da Montalcino, patria del Brunello, visitate la Fortezza e godetevi una degustazione di vini. Il fulcro antico della cittadina, cinto da mura, si snoda lungo via Matteotti, che si estende nella piazza del Popolo, cuore medievale della città. A fare da guardia al borgo c’è la fortezza che è visitabile a dalla quale si gode di un panorama incantevole sulla valle, all’interno della fortezza c’è anche un bellissima enoteca dove poter sorseggiare il famoso vino all’ora dell’aperitivo.



Dirigetevi poi Montepulciano, una cittadina rinascimentale meravigliosa conosciuta nel mondo perché dà il nome al famoso Vino Nobile di Montepulciano. Al centro storico si accede dalla Porta di Gracciano, camminando lungo il corso si arriva in Piazza Michelozzo dove si può ammirare la Torre di Pulcinella con la tipica maschera che batte le ore.
Lungo le vie del centro storico è possibile fermarsi per un aperitivo o fare shopping; in cima si trova Piazza Grande, il cuore di Montepulciano, dove c’è il Palazzo Comunale da cui si gode di una vista panoramica, il Duomo con la sua facciata incompiuta e il pozzo che caratterizza questo borgo e lo incornicia come fosse una cartolina senza tempo.



Cosa mangiare in Val d’Orcia
Mangiare in Val d’Orcia è un’esperienza culinaria che celebra la ricchezza e la genuinità della cucina toscana. I piatti tipici sono un trionfo di sapori autentici, frutto di una tradizione contadina che ha saputo valorizzare i prodotti del territorio. Ecco alcune specialità da non perdere durante il tuo on the road in Val d’Orcia:
Un bel piatto di pici, sono una pasta fatta a mano, simile a grossi spaghetti ma molto più grossi e grossolani. Vengono solitamente conditi all’aglione (una salsa a base di pomodoro e aglio), cacio e pepe e con ragù di cinghiale, con questo sugo sono ottime anche le pappardelle.


La ribollita, una zuppa rustica fatta con pane raffermo, cavolo nero, fagioli e altre verdure; l’acqua cotta, una zuppa semplice ma gustosa a base di verdure, pane e uova; e la famosissima e tanto apprezzata pappa al pomodoro.


E poi le bruschette con olio toscano, aglio e pomodoro e crostini con fegatini, questi antipasti sono fette di pane tostate spalmate con un paté di fegato di pollo, capperi e acciughe.
La Val d’Orcia è il regno della carne con la tagliata di Chianina, la bistecca alla fiorentina e il cinghiale in umido; e dei salumi con la finocchiona, un salame aromatizzato con semi di finocchio e il famoso prosciutto crudo stagionato dal sapore intenso e saporito e dell’immancabile pecorino di Pienza.
La Val d’Orcia è famosa non solo per il buon cibo, il vino, l’olio e i panorami mozzafiato ma anche per i filari di cipressi che affiancano le strade o introducono a ville e agriturismi, fermarsi per una foto è d’obbligo.


E con questa immagine, quasi un cliché ma sicuramente molto rappresentativa, si conclude il nostro giro nella splendida Val d’Orcia. Spero che questo on the road vi abbia ispirato e che vi siate divertiti tanto quanto noi a esplorare questi luoghi incantevoli. Ricordatevi di portare con voi una macchina fotografica, tanto appetito e la volontà di lasciarsi stupire, ancora una volta, dal nostro splendido Paese. Buon viaggio!
Se questo viaggio ti è piaciuto e vuoi continuare a scoprire la Toscana, leggi anche 3 giorni in Toscana a San Gimignano e dintorni
2 comments
Sei sempre il top Dani. I tuoi racconti sono sempre precisi, scorrevoli , piacevolissimi ????????
Ti ringrazio tanto! E tu sei sempre così gentile a leggere tutto quello che scrivo, un abbracio