C’è un angolo di Toscana dove il tempo sembra essersi fermato, dove ogni pietra racconta una storia e ogni panorama sembra uscito da un dipinto rinascimentale. È un luogo in cui il Medioevo non è solo un ricordo, ma un’esperienza ancora viva che si respira passeggiando tra torri svettanti e vicoli acciottolati. Le colline si stendono dolcemente all’orizzonte come un foulard di seta verde adagiato sul letto, punteggiate da vigneti ordinati, cipressi eleganti e casali in pietra che sembrano sospesi nel tempo; e in cui sogno di vivere da sempre una vita più autentica a contatto con la natura.
Sto parlando della Val d’Elsa, che per tre giorni è stata la mia casa. Ho scelto San Gimignano come punto di partenza ma anche come base per i miei spostamenti, un gioiello incastonato tra le colline, celebre per le sue torri medievali e per quell’atmosfera fuori dal tempo che conquista al primo sguardo. Da qui è cominciato il mio viaggio, lento e pieno di meraviglia, alla scoperta di Certaldo, Volterra, Monteriggioni e Colle Val d’Elsa; un itinerario breve ma denso di borghi incantati, cultura, paesaggi mozzafiato e sapori antichi che sanno di tradizioni e passione.
Giorno 1: San Gimignano
Dedicate al borgo di San Gimignano un’intera giornata soprattutto se, oltre a perdervi tra le vie del centro storico, intendete salire su almeno una delle sue torri e visitare qualche chiesa e museo.
Appena arrivati, ancora prima di varcare la Porta San Giovanni e percorrere l’omonima via, si capisce subito perché San Gimignano è uno dei borghi più famosi al mondo. Le torri medievali del XIV secolo – oggi ne restano solo 14 delle 72 originali – svettano nel cielo come sentinelle di pietra, creando uno skyline unico che gli è valso il soprannome di “Manhattan del Medioevo”.
Patrimonio UNESCO dal 1990, il borgo ha mantenuto intatto il suo impianto urbanistico trecentesco e regala un’atmosfera sospesa nel tempo. Oltre alla bellezza architettonica, San Gimignano è anche famosa per i suoi prodotti tipici, come la Vernaccia, uno dei vini bianchi più antichi d’Italia. Visitare San Gimignano significa fare un viaggio nel cuore autentico della Toscana tra arte, storia e sapori.


COSA VEDERE A SAN GIMIGNANO:
1. Piazza della Cisterna
La Piazza della Cisterna prende il nome dalla cisterna ottagonale che si trova al centro e risale al 1287. Era il fulcro della vita pubblica, un luogo di mercati, fiere e incontri. La piazza è incorniciata da palazzi medievali e torri gentilizie che testimoniano l’antica rivalità tra famiglie nobili, che gareggiavano in altezza per mostrare il proprio potere. La sua forma triangolare e pavimentazione a spina di pesce la rendono una delle più scenografiche piazze medievali d’Italia. Da qui è possibile scorgere alcune delle torri più famose come: Torre dei Becci e dei Cugnanesi, le Torri Gemelle degli Ardinghelli, Torre di Palazzo Pellari e Torre del Diavolo.
Da non perdere: in Piazza della Cisterna si trova la famosa e pluripremiata Gelateria Dondoli; armatevi di tanta pazienza perchè la fila è sempre molto lunga e provate i gusti originali che propone la gelateria come la “Crema di Santa Fina” con bacche di vaniglia bourbon, pistilli di zafferano di San Gimignano e pinoli di Pisa.
Santa Fina è la patrona della città e di festeggia il 12 marzo, la cappella con le reliquie della Santa si trova in fondo alla navata destra della Collegiata; Celebre opera del Rinascimento fiorentino, fu progettata da Giuliano e Benedetto da Maiano nel 1468, ma è soprattutto famosa per il ciclo di affreschi del Ghirlandaio del 1475.


2. Duomo (Collegiata di Santa Maria Assunta)
Consacrata nel 1148, la Collegiata di Santa Maria Assunta è una delle più importanti chiese romaniche della Toscana. L’interno è completamente affrescato con cicli pittorici di straordinaria bellezza come il ciclo dell’Antico Testamento di Bartolo di Fredi, il Nuovo Testamento di Lippo Memmi e il Giudizio Universale attribuito a Taddeo di Bartolo e ancora capolavori del Ghirlandaio e Benozzo Gozzoli.
Questi affreschi non solo hanno un altissimo valore artistico, ma raccontano anche la funzione educativa dell’arte sacra medievale per una popolazione in gran parte analfabeta. Numerosi i palazzi che si affacciano su piazza Duomo: da Palazzo Vecchio del Podestà con la Torre Rognosa ed accanto quella Chigi. Ancora, al Palazzo Nuovo del Podestà affiancato dalla Torre Grossa.


3. Torre Grossa
Alta 54 metri, è la torre più alta di San Gimignano e l’unica aperta al pubblico. Fu costruita nel 1311 e si erge accanto al Palazzo Comunale. Salendo i suoi 218 gradini si ottiene una vista panoramica mozzafiato sulle colline senesi e sui vigneti di Vernaccia. Le torri in origine erano oltre 70: simboli di potere, venivano costruite come case-forti e strumenti di prestigio sociale. Oggi ne restano 14, e Torre Grossa è la regina indiscussa.
4. Museo della Tortura
Situato in un palazzo medievale, il Museo della Tortura raccoglie una collezione di strumenti usati tra Medioevo ed Età Moderna per infliggere punizioni e ottenere confessioni. È una testimonianza cruda ma storicamente importante delle pratiche giuridiche del tempo, soprattutto in relazione all’Inquisizione e alla giustizia feudale. Il museo invita a riflettere sul concetto di giustizia e umanità nel passato.
5. Rocca di Montestaffoli
Un tempo fortezza difensiva costruita dai fiorentini nel 1353, oggi della Rocca restano solo tratti delle mura e un torrione, ma il sito è diventato un luogo di relax con vista mozzafiato sul paesaggio collinare toscano. Ospita eventi culturali, tra cui degustazioni di Vernaccia di San Gimignano, il celebre vino bianco locale. È perfetta per un picnic o una passeggiata tra i resti di un’epoca di guerre tra comuni e potenze regionali.


San Gimignano è senza dubbio molto turistica, quindi vi consiglio di arrivare la mattina presto per godervela qualche ora quando non è ancora soffocata dalle persone. Consiglio inoltre di dormirci almeno una notte o di camminare tra le sue stradine dopo una bella cena: al tramonto, le strade si svuotano, il borgo si illumina e rivela il suo volto più autentico e silenzioso.


COSA E DOVE MANGIARE A SAN GIMIGNANO:
Per un pranzo veloce nel cuore del centro storico di San Gimignano, vi consiglio di provare i famosi pici all’aglione o pici cacio e pepe accompagnati da un tagliere di salumi e formaggi e un buon calice di Vernaccia all’Osteria I Quattro Gatti, nella bella stagione si pranza all’esterno in una bellissima terrazza nascosta con vista sui tetti.
Per la cena, da provare assolutamente, l’Osteria del Carcere, in via del Castello, proprio di fronte a Piazza della Cisterna. Se volete assaggiare la vera cucina toscana, questo è il posto giusto: crostoni alla crema di lardo e tonno del Chianti della famosa Macelleria Cecchini, pappa al pomodoro, salumi, formaggi, buon vino e la simpatia della proprietaria che vale il viaggio!




DOVE DORMIRE A SAN GIMIGNANO:
Per esplorare le meraviglie di San Gimignano e dei suoi dintorni, abbiamo scelto come base il Cappuccina Country Resort — una scelta che si è rivelata perfetta. Immerso nel verde delle colline toscane, questo angolo di quiete ci ha accolti con una vista incantevole sulle torri medievali della città.
Ogni mattina ci svegliavamo avvolti dalla tranquillità, con il profumo dell’erba bagnata e la luce dorata dell’alba che accarezzava la campagna. Dopo un’abbondante colazione a bordo piscina, partivamo alla scoperta di borghi e panorami da cartolina. Al ritorno, il relax continuava: qualche ora in piscina, con lo sguardo che si perdeva tra gli ulivi e il profilo inconfondibile di San Gimignano, e poi una cena nel ristorante Torre Luce dell’hotel, che coniuga tradizione e innovazione.
Giorno 2: Certaldo e Volterra
Dedicate la mattina alla visita di Certaldo, un incantevole borgo medievale a circa 20 minuti da San Gimignano, noto per essere la patria di Giovanni Boccaccio, uno dei padri della letteratura italiana. Diviso tra la parte bassa, moderna, e Certaldo Alto, il nucleo storico perfettamente conservato, il paese affascina con le sue stradine acciottolate, i mattoni rossi dei palazzi e le torri merlate che raccontano secoli di storia. Protetto da mura e accessibile anche con una suggestiva funicolare, Certaldo è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, offrendo panorami, arte, cultura e tradizioni in un’atmosfera intima e autentica.

COSA VEDERE A CERTALDO:
1. Casa di Boccaccio
Situata nel cuore di Certaldo Alto, la casa-museo è tradizionalmente indicata come il luogo natale di Giovanni Boccaccio (1313–1375), autore del Decameron, fonti più attendibili dicono però che nacque a Firenze; ma la sua famiglia era sicuramente originaria di Certaldo e con un po’ di fantasia, qui si respira ancora l’aria del poeta. Ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, l’abitazione ospita oggi una biblioteca specializzata e una mostra permanente dedicata alla vita e alle opere dello scrittore. Dalla torre si gode una splendida vista sui tetti medievali e sulle colline della Val d’Elsa, offrendo un’immersione sia letteraria che paesaggistica.


2. Chiesa Madre dei Santi Jacopo e Filippo
Si tratta di un edificio religioso di origine romanica costruito tra il XII e il XIII secolo dai frati Agostiniani, probabilmente sui resti di un precedente luogo di culto. È anche conosciuta come la Chiesa Madre del borgo. L’architettura è sobria, in mattoni rossi, in linea con lo stile romanico toscano, con una facciata semplice e un interno a una navata con volte a crociera. Nei secoli, la chiesa ha subito varie modifiche e restauri, ma ha mantenuto un’atmosfera austera e raccolta.
All’interno della chiesa si trova la tomba di Giovanni Boccaccio che trascorse gli ultimi anni della sua vita a Certaldo, terra d’origine della sua famiglia. La tomba è situata lungo la parete sinistra della navata ed è contrassegnata da una lapide commemorativa in latino, posta nel XIX secolo a sostituzione dell’originale. Anche se non si sa con certezza se le spoglie siano ancora lì, la chiesa continua ad essere un luogo simbolico legato alla figura del poeta, e ogni anno attrae studiosi, turisti e amanti della letteratura italiana.


3. Palazzo Pretorio
Edificato nel XII secolo su una precedente struttura longobarda, il Palazzo Pretorio fu la sede del vicariato fiorentino a partire dal Trecento. La sua facciata è decorata con stemmi in pietra, terracotta e affreschi, testimonianza visiva dei governatori che si susseguirono sotto il controllo di Firenze. All’interno, si possono ammirare affreschi di scuola fiorentina e ambienti medievali ben conservati, come la sala delle udienze e le vecchie carceri. La chiesa sei Santi Tommaso e Prospero conserva al suo interno il bellissimo Tabernacolo dei Giustiziati affrescato da Benozzo Gozzoli nel 1465.




4. Le mura panoramiche
La cinta muraria di Certaldo Alto, costruita tra il XII e il XV secolo, è perfettamente conservata e circonda l’intero borgo. Camminare lungo le mura o affacciarsi dai suoi bastioni significa immergersi in secoli di storia e al contempo respirare la bellezza del paesaggio toscano: vigneti, oliveti e dolci colline a perdita d’occhio. È un’esperienza che unisce cultura e natura, perfetta per scoprire il borgo con lentezza.
COSA MAGIARE A CERTALDO:
La cipolla rossa di Certaldo
Già celebrata dal Boccaccio stesso, la cipolla rossa di Certaldo è un simbolo gastronomico del territorio. Dolce, profumata e facilmente conservabile, è protagonista di piatti tradizionali locali come la zuppa di cipolle, i tagliolini alla cipolla rossa e le cipolle in agrodolce. Ogni anno, è omaggiata con sagre e fiere, che animano il borgo e valorizzano la cultura contadina. Questo ortaggio è così identitario da comparire anche nello stemma comunale, a testimonianza del legame profondo tra Certaldo e la sua terra.
Nel pomeriggio spostatevi a Volterra, città toscana dal fascino millenario che dista circa 45 minuti da Certaldo, adagiata su un colle che domina le vallate tra Pisa e Siena. Con origini etrusche, un’importante fase romana e un cuore medievale intatto, Volterra è un autentico scrigno di storia e arte.
Passeggiando tra le sue mura, si attraversano secoli di civiltà: necropoli etrusche, rovine romane, palazzi duecenteschi e fortezze rinascimentali si fondono in un paesaggio urbano armonioso e suggestivo. Celebre anche per la lavorazione dell’alabastro, Volterra conserva una forte identità artigianale e culturale che la rende una delle mete più affascinanti della Toscana meno battuta dal turismo di massa.

COSA VEDERE A VOLTERRA:
1. Teatro Romano
Scoperto casualmente negli anni ’50 del Novecento, il Teatro Romano di Volterra è uno dei meglio conservati in Italia. Fu costruito alla fine del I secolo a.C., sotto il patronato della ricca famiglia dei Caecina, di origine etrusca. Poteva ospitare circa 2.000 spettatori e conserva ancora oggi parte della cavea (gradinate), l’orchestra e la scena. Alle sue spalle si trovano anche i resti delle terme di epoca tardo-romana. È un sito straordinario per comprendere la trasformazione urbanistica di Volterra in epoca imperiale.
2. Piazza dei Priori
Cuore civico e simbolico della città, Piazza dei Priori è una delle piazze medievali più armoniose della Toscana. Qui si erge il Palazzo dei Priori, costruito nel 1208: è il municipio più antico della Toscana, precursore del ben più noto Palazzo Vecchio di Firenze. La facciata è decorata con gli stemmi dei podestà fiorentini, segno del controllo che Firenze esercitò su Volterra dal Quattrocento in poi. Oggi è ancora sede del Comune e visitabile, con una torre panoramica che offre una vista mozzafiato sulla città.
3. Museo Etrusco Guarnacci
Il Museo Etrusco Guarnacci, fondato nel 1761 dal nobile erudito Mario Guarnacci, è uno dei più importanti d’Italia per la civiltà etrusca. Ospita una collezione vastissima di urne funerarie, bronzi e gioielli. Il pezzo più famoso è l’Urna degli Sposi, un raffinato sarcofago con coperchio scolpito raffigurante una coppia abbracciata, testimonianza della visione etrusca dell’aldilà come prosecuzione della vita terrena e familiare. Altra opera celebre è l’Ombra della Sera, una statuetta bronzea dalla forma allungata e moderna, spesso paragonata a una scultura di Giacometti.
4. Fortezza Medicea
La Fortezza Medicea, costruita nel 1475 da Lorenzo il Magnifico durante il dominio fiorentino, fu eretta per rafforzare il controllo su Volterra dopo la sanguinosa rivolta legata allo sfruttamento dell’allume, minerale prezioso per la tintura dei tessuti. Oggi la fortezza è adibita a carcere di massima sicurezza, quindi non è visitabile internamente, ma è ben visibile dall’esterno. Il suo profilo imponente domina la città e racconta il passaggio dalla libertà comunale al controllo delle grandi potenze rinascimentali.
5. L’alabastro e le botteghe artigiane
Volterra è famosa sin dall’antichità per la lavorazione dell’alabastro, una pietra chiara, morbida e luminosa, facile da scolpire ma fragile. Già gli Etruschi la usavano per creare urne e sculture votive. Passeggiando per le vie del centro, è possibile entrare in botteghe artigiane dove gli artisti modellano con pazienza oggetti decorativi, lampade, vasi e sculture. Acquistare un oggetto in alabastro significa portarsi a casa un frammento di una tradizione millenaria, ancora viva grazie alla maestria degli artigiani volterrani.
E’ possibile visitare anche Palazzo Viti, la casa-museo di Giuseppe Viti, commerciante di alabastro e viaggiatore proprietario delle più importanti manifatture di Volterra, che restaurò il palazzo e lo arricchì con oggetti d’arte raccolti durante i suoi viaggi in Oriente e Sud America. Tra le collezioni spiccano manufatti in alabastro, porcellane europee e orientali, mobili antichi e opere pittoriche dal XV al XIX secolo. Il palazzo ospita anche la “Camera del Re”, preparata per la visita di Vittorio Emanuele II nel 1861.
COSA MANGIARE A VOLTERRA:
Senza dubbio la zuppa alla volterrana, povera ma gustosa e la bistecca alla volterrana, più speziata della classica fiorentina; il tutto accompagnato da un bel calice di rosso locale, corposo e deciso, proveniente da piccoli vitigni autoctoni.
Giorno 3: Monteriggioni e Colle Val d’Elsa
Al mattino dirigetevi a Monteriggioni, un suggestivo borgo fortificato situato tra Siena e Colle Val d’Elsa a circa 35 minuti da San Gimignano, e celebre per la sua cinta muraria medievale intatta, punteggiata da 14 torri che gli conferiscono un aspetto fiabesco. Costruito nel XIII secolo dai senesi come avamposto militare contro Firenze, Monteriggioni domina le colline del Chianti con un’imponenza che ha attraversato i secoli senza perdere il suo fascino originario. Citato anche da Dante nella Divina Commedia, più precisamente nell’inferno dove il Sommo Poeta paragona le torri a giganti; il borgo conserva intatto il suo impianto urbano e regala ai visitatori un’autentica atmosfera medievale, resa ancora più viva da eventi storici e rievocazioni.

COSA VEDERE A MONTERIGGIONI:
1. Camminamento sulle mura
Il camminamento di ronda di Monteriggioni permette di percorrere una parte della cinta muraria originale del XIII secolo, costruita tra il 1213 e il 1219 dai Senesi come fortificazione difensiva contro Firenze. Le mura sono intervallate da 14 torri (originariamente 15), ancora in gran parte intatte, che ispirarono persino Dante, il quale le citò nel Inferno (XXXI) paragonandole ai giganti dell’Antenora. Anche se il tratto visitabile è breve, la vista panoramica sulle colline senesi e sulla struttura del borgo dall’alto restituisce l’idea della funzione militare e del rigore strategico con cui fu progettato.
2. Piazza Roma
Piazza Roma è il cuore raccolto del borgo, un piccolo gioiello urbanistico circondato da case in pietra, botteghe artigiane e locali tipici. Vi si affaccia la Chiesa di Santa Maria Assunta, un edificio romanico semplice ma suggestivo, costruito nel XIII secolo con pietre locali. La piazza, che conserva ancora l’aspetto che doveva avere nel Medioevo, è il centro delle attività sociali e culturali di Monteriggioni, spesso animata da mercatini, rievocazioni storiche e spettacoli durante eventi come la Festa Medievale di Monteriggioni.
3. Museo “Monteriggioni in Arme”
Il museo dell’Armeria è una piccola ma coinvolgente esposizione dedicata alla vita militare medievale. Al suo interno sono esposte repliche fedeli di armature, spade, elmi e armi d’epoca, che i visitatori – bambini compresi – possono anche indossare per vivere un’esperienza immersiva e divertente. I pannelli illustrativi raccontano in modo semplice ma accurato le tecniche di combattimento, la funzione delle armature e la storia delle guerre tra Siena e Firenze, contestualizzando perfettamente la funzione difensiva del borgo.
Dedicate invece il pomeriggio a Colle Val d’Elsa, una cittadina ricca di fascino a circa 15 minuti da Monteriggioni, spesso trascurata dai circuiti turistici più battuti, ma capace di sorprendere con il suo patrimonio storico, artistico e artigianale. Divisa tra la parte alta, medievale e panoramica, e la parte bassa, più moderna, Colle Val d’Elsa è conosciuta come la “città del cristallo” per la sua lunga tradizione nella produzione vetraria, che ancora oggi rappresenta un’eccellenza a livello internazionale. Passeggiando tra i vicoli di Colle Alta, si scoprono palazzi storici, torri, chiese e scorci suggestivi, mentre il Museo del Cristallo racconta un sapere artigianale unico.

COSA VEDERE A COLLE VAL D’ELSA:
1. Centro storico medievale
Il centro storico di Colle Alta è la parte più antica della città, sviluppatasi a partire dal XII secolo su un rilievo che domina la Val d’Elsa. Lontano dai grandi flussi turistici, conserva un’atmosfera intima e silenziosa, con vicoli lastricati, case in pietra, logge e scorci medievali intatti. In epoca comunale fu un importante centro strategico e commerciale, conteso tra Siena e Firenze, e ancora oggi mantiene il tracciato urbano tipico delle città fortificate. Passeggiare qui significa immergersi in un passato autentico, fatto di architetture sobrie e panorami mozzafiato, senza la folla di località più celebri.
2. Duomo e Castello
Il Duomo di Colle di Val d’Elsa, dedicato a San Salvatore, si trova nella parte alta del borgo. Ricostruito in forme neoclassiche nel XIX secolo, sorge su un’antica pieve romanica. Al suo interno si conservano opere d’arte di rilievo, tra cui dipinti e arredi sacri legati alla storia religiosa locale. Accanto al duomo si trova l’antico Castello, la prima struttura difensiva del borgo, da cui si gode una vista spettacolare sulla campagna circostante. Quest’area era il nucleo originario di Colle e conserva un forte valore simbolico e urbanistico, testimoniando le radici militari e religiose della città.
3. Museo del Cristallo
Il Museo del Cristallo celebra una delle eccellenze artigianali italiane: la produzione del cristallo, che a Colle Val d’Elsa rappresenta oltre il 90% della produzione nazionale. Attiva fin dal Quattrocento e sviluppatasi industrialmente nel XIX secolo grazie all’opera dell’imprenditore Napoleone Neri, l’arte vetraria ha fatto di Colle la “Boemia d’Italia”. Il museo è ospitato in un’ex area industriale recuperata e racconta, attraverso esposizioni e video interattivi, l’evoluzione delle tecniche di lavorazione, dai forni tradizionali alle tecnologie moderne, con una sezione dedicata agli oggetti più pregiati. La visita è affascinante sia per gli appassionati di arte che per chi è curioso di scoprire come nascono oggetti di straordinaria trasparenza e brillantezza.
COSA MANGIARE A MONTERIGGIONI E COLLE VAL D’ELSA:
Si inizia con un antipasto di salumi e crostoni toscani con fegatini, per poi passare la primo piatto: le delle pappardelle al sugo di lepre, di anatra o di cinghiale oppure un buon piatto di ribollita densa, ricca e saporita. Come secondo una degustazione di formaggi locali con miele e noci; e il vino? Sempre locale. Provate un Chianti dei Colli Senesi e concludete il pasto – ma anche il vostro viaggio – con un classico dei classici della cucina toscana: cantucci col Vinsanto!
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