Ci sono due grandi figure che vengono immediatamente associate alla città di Rouen: Giovanna d’Arco, la pulzella di Orléans, e Claude Monet, il maestro impressionista. Ma se vi dicessi che c’è una terza persona che, con i suoi romanzi, ha rivoluzionato la scrittura del tempo inventando e imponendo uno stile narrativo nuovo con capolavori come Madame Bovary? E’ proprio Gustave Flaubert.
Rouen è la porta d’ingresso alla Normandia, nonchè il suo capoluogo; è una città romantica, affascinante e ricca di storia, ed è stata la prima tappa del nostro tour alla scoperta della regione – a mio avviso – più suggestiva di Francia. Rouen, conosciuta anche con il nome de “la città dei 100 campanili”, custodisce la Cattedrale di Notre-Dame, un capolavoro di architettura gotica che Claude Monet ritrasse oltre trena volte durante le varie ore del giorno e in diverse condizione climatiche, dalla stessa finestra della casa che aveva preso in affitto.
Rouen e Claude Monet
Ossessionato dalla luce, tra 1892 e il 1894 Monet dipinge il ciclo delle Cattedrali come già aveva fatto per i Covoni, indaga e riproduce in maniera sistematica il variare della luce sull’architettura della facciata della Cattedrale, in rapporto ai diversi punti di vista e alle diverse ore di osservazione. Così, quando la Cattedrale di Rouen viene raffigurata al crepuscolo appare spenta e opaca, i contrasti si accentuano e si definiscono su toni bruni con un accenno di giallo sporco nelle zone più in luce.
A mezzogiorno invece il sole invade e trasfigura la Cattedrale, i colori sono squillanti, i toni quelli del giallo e i contorni sono completamente dissolti dal chiarore, l’unica zona d’ombra è data dal portale e dal rosone che lo sovrasta; mentre la Cattedrale ritratta al primo sole è intonata sui colori dell’azzurro e del giallo, i contoni sono indefiniti e l’effetto è quello di una visione metafisica.
Nel ciclo pittorico delle Cattedrali Monet è indifferente alla struttura architettonica della costruzione gotica ma si concentra esclusivamente sul gioco di luci e ombre che il sole produce sulla superficie creando quell’armonia di toni che spazia dal giallo oro all’azzurro fino ai blu più intensi. Così raccontava Monet al mercante d’arte e amico Paul Durand-Ruel il 30 marzo 1893: “Lavoro moltissimo, ma non posso pensare di fare altro che la Cattedrale. E’ un lavoro enorme”.



Il centro storico di Rouen è un susseguirsi di meravilgiose case a graticcio del 18° secolo (oltre 200 ndr); la via principale, che porta dalla famosa Palce du Vieux-Merchè alla Cattedrale di Notre-Dame, è Rue du Gros-Horlege.
Atmosfere medievali segnano questa via mentre il rinascimentale grande orologio (Gros-Horloge) segna il punto di ingresso al cuore della città, come a dare il benvenuto ai viaggiatori e ai pellegrini che si dirigono verso la Cattadrale dove all’interno è possibile trovare immense vetrate colorate e la tomba di Riccardo Cuor di Leone mentre, all’esterno, a catturare l’attenzione sono il campanile più alto di Francia con i suoi 151 metri e le arcate gotiche tanto care a Monet. Costruito tra 1527 e il 1529, il grosso orologio colpisce per la sua imponenza e opulenza, al suo interno custodisce un meccanismo del 1389 finemente restaurato che, durante il movimento, alterna figure allegoriche che rappresentano i giorni e le fasi lunari.
Rouen e Giovanna d’Arco
Siamo in Place du Vieux Marché, luogo simbolo della storia di Rouen e della Normandia. Circondata da case a graticcio colorate, ristoranti e bambini che giocano felici tra le rovine, racconta invece di un importante passato. E’ proprio qui che Giovanna d’Arco fu messa al rogo il 30 maggio del 1431; nella piazza, ridisegnata negli anni ’70 del novecento, è possibile vedere la pire dove è stata bruciata la Pulzella d’Orléans, tutt’ora venerata e considerata patrona di Francia. Una giovane donna ed eroina di origine contadina che a soli 17 anni lasciò la sua imponta indelebile nella storia francese durante la guerra dei cent’anni.
Dal 1417 al 1450 la Normandia e gran parte del regno vivranno sotto l’occupazione inglese. Ma nel 1429 Giovanna d’Arco si presenta davanti Carlo VII sostenendo di aver ricevuto il compito divino di liberare la Francia dall’occupazione inglese. Ella condusse vittoriosamente le truppe francesi contro gli eserciti inglesi, tolse l’assedio di Orleans e aprì la strada verso Reims dove Carlo VII si fece incoronare re di Francia.
Il 23 maggio 1430, Giovanna d’Arcio venne catturata dai Borgognoni e consegnata agli inglesi; nel dicembre dello stesso anno venne trasferita a Rouen per ordine della chiesa, poi processata e condannata a morte per eresia l’anno successivo perché nel XV secolo le donne non si potevano vestire da uomini! Un secondo processo, nel 1456, la riconoscerà innocente e la riabiliterà. La piazza è dominata da l’Eglise Sainte Jeanne d’Arc, progettata da Louis Arretche e consacrata nel 1979; al suo interno viene ricordata la storia di Giovanna d’Arco così come presso la Tour Jeanne d’Arc, castello dove fu imprigionata nonché la location in cui ebbe luogo il suo processo.
A ricordare il legame tra Giovanna d’Arco e la città di Rouen c’è oggi un dolce: le Larmes de Jeanne d’Arc – le “lacrime di Giovanna d’Arco”, sono mandorle tostate e glassate al caramello o al cioccolato, una vera specialità da aquistare rigorosamente da Auzou, al 163 Rou de Gros Horloge, una delle migliori cioccolaterie artigianali della città dove è possibile assaggiare ben 18 tipi diversi di amaretti.


Rouen e Gustave Flaubert
Al 51 di Rue de Lecat si trova l’Hôtel-Dieu di Rouen – oggi Musée Flaubert d’Histoire de la Médecine – nel luogo in cui Gustave Flaubert nacque, il 21 dicembre del 1821, dove trascorse la sua infanzia e dove suo padre era capo chirurgo. Si trasferì poi a Croisset, sulle rive della Senna, dove visse per 35 anni e scrisse le sue opere più famose, qui si può vistare la casa di famiglia, il Pavillon Flaubert.
Ci fu sempre un forte legame tra Rouen, la Normandia e Flaubert, anche durante i soggiorni parigini questa terra continuò ad affasciarlo tanto che ambientò tra le strade acciottolate della città di Rouen e i villaggi limitrofi, il suo romanzo più famoso: Madame Bovary. Al momento della sua pubblicazione, nel 1857, il romanzo fu molto criticato, ma non si può negare che inventò uno stile innovativo di scrittura, un nuovo modo di descrivere il mondo, e introdusse la figura inedita di Emma. Nella Normandia di metà e fine ‘800 era forte la volontà di raccontare il vero; se da una parte, con Monet, stava nascendo un nuovo stile pittorico; l’impressionismo, dall’altra Flaubert dava vita la realismo letterario.

Rouen è al centro dell’avventura amorosa tra Emma e uno degli amanti, Léon, mentre è situato a est di Rouen il piccolo villaggio di Ry, al quale Flaubert prese ispirazione per Yonville-l’Abbaye, il villaggio in cui la bella e giovane Emma vive con il dottor Charles Bovary. La leggenda narra che ad ispirare la storia fu un fatto realmete accaduto a Ry, dove la moglie di un certo dottor Delamare si uccise a 27 anni dopo che il marito e la noia generale l’avevano spinta ad avere relazioni e a indebitarsi.
Anche se Flaubert dichiarò sempre che Madame Bovary era pura invenzione, le somiglianze tra questo racconto e la storia di Emma sono innegabili. Altro villaggio che fu d’ispirazione per Flaubert, che evidentemente conosceva molto bene queste zone, è il piccolo villaggio di Vassonville, che nel romanzo prende il nome di Tostes, a circa 40Km dalla Costa d’Alabastro. Non ultimo, a pochi chilomenti a sud di Ry, il pittoresco villaggio di Lyons-la-Forêt,con le sue case a graticcio è stato scelto per essere il luogo dove sono stati girati gli adattamenti del romanzo di Jean Renoir e Claude Chabrol.
Durante il vostro soggiorno a Rouen sulle orme di Flaubert potete alloggiare come abbiamo fatto noi nell’omonimo Hôtel Littéraire Gustave Flaubert, appena fuori dalla vecchia piazza del mercato. In alternativa, potete optare per il più opulento – e costoso – Hôtel de Bourgtheroulde, che si pensa sia l’ispirazione per l’Hôtel de Boulogne, dove Emma si incontra con il suo amante in Madame Bovary.