Pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate
Pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate

Pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate

0 Shares
0
0

Ci sono piatti che nascono senza un vero progetto iniziale, ma prendono forma poco alla volta, seguendo una stagione, un ingrediente o semplicemente un bisogno. Il pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate è uno di questi: una ricetta che parla di cucina quotidiana, di gesti lenti e di quella voglia di comfort che arriva puntuale quando le giornate si accorciano e l’aria si fa più fresca.

La mela è stata il punto di partenza. Un ingrediente semplice, familiare, ma capace di portarsi dietro un immaginario molto preciso. Ogni volta che la utilizzo in una preparazione salata, soprattutto nei mesi autunnali e invernali, il pensiero corre inevitabilmente verso il Nord, verso quei paesaggi ordinati e silenziosi dove i filari di mele disegnano il territorio e raccontano una cultura agricola profondamente radicata. Il Trentino-Alto Adige, in questo senso, è una presenza costante: non solo come luogo geografico, ma come modo di intendere la cucina, fatto di equilibrio, rispetto della materia prima e attenzione ai dettagli.

Pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate

Da qui l’idea di inserire la mela – con la sua acidità viva e la sua consistenza compatta – in un piatto caldo e avvolgente come il pollo in cocotte, arricchito dalla dolcezza delle albicocche disidratate. La cottura lenta e raccolta fa il resto: il pollo diventa tenerissimo, il fondo si concentra, i profumi si stratificano senza mai risultare eccessivi. È una cucina che non cerca effetti speciali, ma profondità e armonia.

Una volta definito il piatto, la domanda è arrivata quasi spontanea: quale vino può accompagnare davvero questa ricetta, senza sovrastarla ma senza nemmeno restare in secondo piano?

Un abbinamento che nasce dalla cucina

Il pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate è un piatto che gioca su più livelli: la delicatezza della carne bianca, la componente fruttata, una leggera dolcezza e un fondo di cottura ricco e profumato. Serve quindi un vino capace di sostenere la struttura, ma anche di portare freschezza, precisione e pulizia al sorso.

È proprio partendo da queste esigenze, più gastronomiche che teoriche, che l’abbinamento con il Sylvaner 2023 della Linea Praepositus dell’Abbazia di Novacella ha iniziato a prendere forma. Un vino bianco che non punta sull’opulenza, ma sull’equilibrio, e che riesce a dialogare con il piatto senza forzature. Il Sylvaner è fresco, pulito, diretto. La sua acidità naturale si integra perfettamente con quella della mela, mentre le note più morbide e avvolgenti accompagnano la dolcezza dell’albicocca disidratata. Al tempo stesso, la sua sapidità aiuta a bilanciare il fondo di cottura del pollo, alleggerendo il palato e invitando a un nuovo assaggio.

Abbazia di Novacella
Ph: sito Abbazia di Novacella

Sylvaner 2023 Praepositus: eleganza e precisione

Il Sylvaner 2023 Linea Praepositus di Abbazia di Novacella è un vino che colpisce per la sua chiarezza espressiva. Nel calice si presenta con un colore giallo paglierino brillante; al naso emergono profumi di frutta a polpa bianca, fiori di campo e leggere note erbacee, accompagnate da una mineralità sottile ma ben riconoscibile.

In bocca è fresco, sapido, armonico. Non è un vino che cerca la potenza, ma piuttosto l’equilibrio e la bevibilità, con una persistenza elegante che lo rende estremamente versatile a tavola. È proprio questa sua natura “misurata” a renderlo particolarmente adatto a piatti come questo, dove ogni elemento ha bisogno di spazio per esprimersi. Assaggiandolo, diventa chiaro come questo Sylvaner sia il risultato diretto del territorio da cui proviene. Per comprenderlo fino in fondo, è necessario fare un passo indietro e guardare alla Valle Isarco, una delle zone più vocate dell’Alto Adige per la produzione di grandi vini bianchi.

La Valle Isarco: un territorio che parla attraverso il vino

Abbazia di Novacella
Ph: sito Abbazia di Novacella – l’Abbazia nella valle Isarco

La Valle Isarco è una delle aree vitivinicole più settentrionali d’Italia e si distingue per caratteristiche climatiche e geografiche molto precise. I vigneti si trovano a quote elevate, tra i 650 e i 750 metri sul livello del mare, e beneficiano di forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Questo favorisce lo sviluppo di aromi complessi e una freschezza naturale che si ritrova chiaramente nel bicchiere.

I terreni, di origine morenica e ricchi di minerali, contribuiscono alla sapidità e alla precisione dei vini, mentre il clima fresco e ventilato permette una maturazione lenta e graduale delle uve. Tutti elementi che si riflettono nel profilo del Sylvaner, rendendolo teso, elegante e profondamente territoriale. Ed è proprio nel cuore di questo contesto che si trova uno dei luoghi simbolo della viticoltura altoatesina: l’Abbazia di Novacella.

Abbazia di Novacella: quasi nove secoli di storia

Fondata nel 1142, l’Abbazia di Novacella è uno dei complessi monastici più antichi e importanti d’Europa. Da quasi nove secoli è un punto di riferimento non solo religioso, ma anche culturale e agricolo per l’intera area di Bressanone.

Fin dalle origini, i Canonici Agostiniani che vivono e lavorano nell’Abbazia si sono dedicati alla coltivazione della vite, grazie anche alle donazioni di vigneti e masi ricevute nel corso dei secoli. Il vino, qui, non è mai stato un’attività secondaria, ma parte integrante della vita monastica e del rapporto con il territorio. Questa continuità storica è uno degli aspetti che rendono l’Abbazia di Novacella così affascinante: una tradizione che non si è mai interrotta e che ha saputo evolversi, mantenendo sempre un legame profondo con la terra.

La cantina dell’Abbazia di Novacella è considerata una delle più antiche ancora in attività. Nel corso dei secoli, la produzione vinicola è cresciuta e si è affinata, arrivando oggi a rappresentare una delle eccellenze dell’Alto Adige. Accanto al rispetto per la tradizione, c’è una visione moderna della viticoltura e dell’enologia, fatta di attenzione alla qualità, selezione accurata delle uve e valorizzazione dei vitigni più adatti al territorio. Il risultato è una gamma di vini che riesce a coniugare precisione tecnica e identità territoriale.

Abbazia di Novacella
Ph: sito Abbazia di Novacella – i filari che circondano l’Abbazia

All’interno della produzione dell’Abbazia, la Linea Praepositus rappresenta la selezione più prestigiosa. Nata nel 1997, raccoglie i vini provenienti dalle migliori parcelle, vinificati con l’obiettivo di esprimere al massimo il carattere del vitigno e del territorio. Il Sylvaner 2023 fa parte di questa linea proprio per la sua capacità di raccontare la Valle Isarco con chiarezza ed eleganza. È un vino che non ha bisogno di essere spiegato troppo: basta assaggiarlo per comprenderne la filosofia.

Un dialogo naturale tra piatto e vino

Tornando al pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate, l’abbinamento con il Sylvaner 2023 Praepositus appare sempre più naturale. La freschezza del vino sostiene la componente fruttata del piatto, l’acidità bilancia la dolcezza, la sapidità accompagna il fondo di cottura senza appesantire. È un dialogo continuo, fatto di piccoli rimandi e di equilibri sottili. Nessun elemento prevale, ma tutto contribuisce a costruire un’esperienza gastronomica completa, coerente e appagante.

Pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate
Pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate

Questo abbinamento non nasce per stupire, ma per funzionare. È pensato per una cucina di stagione, fatta di attenzione e di rispetto per gli ingredienti, e per un vino che racconta il territorio senza artifici. Il Sylvaner 2023 della Linea Praepositus dell’Abbazia di Novacella e il pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate condividono la stessa idea di fondo: valorizzare la semplicità attraverso la cura, il tempo e l’equilibrio. Un invito a rallentare, a sedersi a tavola e a scoprire come un piatto e un calice possano raccontare molto più di quanto sembri.

Pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate

Pollo in cocotte con mele e albicocche disidratate

Cottura 20 minuti
Portata secondo, secondo piatto
Cucina Mediterranea
Porzioni 2 persone

Equipment

  • 1 cocotte in ghisa oppure una padella dal fondo spesso

Ingredienti
  

  • 400 g filetti di pollo
  • 3 mela rossa (tipo red delycius) bio
  • 30 albicocche disidratate
  • q.b. brodo vegetale caldo
  • q.b. burro demi sel (burro salato) va bene anche il burro classico
  • q.b. timo e rosmarino
  • q.b. sale e pepe
  • q.b. scorza di limone

Istruzioni
 

  • Per prima cosa lava molto bene le mele e tagliale a spicchi non troppo sottili (circa 8 spicchi per mela), poi taglia a metà anche le albicocche.
  • Fai sciogliere una generosa noce di burro salato (o burro classico) in un una cocotte (o in una padella dal fondo spesso) insieme a qualche rametto di rosmarino.
  • Aggiungi i filetti di pollo e falli rosolare da entrambi i lati per un minuto, aggiungi le albicocche e lascia insaporire qualche minuto girando il pollo per non farlo attaccare.
  • Sfuma con il brodo caldo, togli i rametti di rosmarino e aggiungi le mele. Aggiusta di sale e pepe a piacere e aggiungi un po' di timo. Copri e lascia cuocere per circa 15/20 minuti girando il pollo, le mele e le albicocche di tanto in tanto. Se necessario aggiungi altro bordo.
  • Dovrai ottenete un pollo dorato ma tenero, accompagnato da albicocche e mele ancora integre e una salsina gustosa e densa. Servi bene caldo aggiungendo altro timo fresco e una grattugiata di scorza di limone a piacere.
Parole chiave albicocche, mele, pollo, secondo, secondo piatto

Post in collaborazione con Abbazia di Novacella

Se questa ricetta ti è piaciuta leggi anche: Pollo al curry

0 Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Valutazione ricetta