Impression, soleil levant (Impressione, sole nascete 1872)
Impression, soleil levant (Impressione, sole nascete 1872)

La Normandia e gli impressionisti: Claude Monet

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Uno dei (tanti) motivi per cui, 3 anni fa, ho intrapreso un viaggio on the road in Normandia è stato per incontrare lui; Claude Monet, metaforicamente s’intende. Volevo vedere la sua casa, i maestosi giardini con le famose ninfee e i luoghi che hanno ispirato i suoi quadri; ma più di tutto volevo vedere con i miei occhi quella luce che tanto lo affascinava e lo ossessionava allo stesso tempo: la luce della Normandia.

Le scogliere di Etretat

E’ difficile da spiegare a parole perchè la luce della Normandia sia così diversa da tutte quelle viste fin’ora: è viva, avvolgente, impalpabile e mai uguale; è soffusa e lattiginosa all’alba, vibrante quando il sole di mezzogiorno è alto in cielo, mentre si incendia di rosa, arancio e malva al tramonto; la luce della Normandia è mutevole, quasi sfuggevole; ed è proprio questa fuggevolezza, questo gioco continuo tra ombra e bagliore, ad aver incantato gli impressionisti, prima di me.

La Normandia ha ispirato generazioni di artisti, ma mai nessuno come Monet ha saputo catturarne l’essenza luminosa. Questo angolo di Francia, con le sue coste frastagliate, le scogliere a picco sul mare, la campagna verde, il mare in tempesta e i giochi di luce imprevedibili, è stato la culla dell’Impressionismo, il movimento artistico che ha rivoluzionato la pittura nel XIX secolo. Un viaggio sulle tracce di Monet e degli impressionisti è un’immersione nella bellezza e nella sperimentazione, un percorso tra i luoghi che hanno influenzato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

La casa di Monet a Giverny

L’Impressionismo e la rivoluzione della luce

Ma andiamo per gradi; l’Impressionismo nasce in Francia nella seconda metà dell’Ottocento come risposta alle rigide regole della pittura accademica. Gli impressionisti, tra cui Monet, Renoir, Degas e Pissarro, si concentrano sulla rappresentazione della realtà attraverso il colore e la luce, dipingendo en plein airovvero all’aria aperta, per catturare le impressioni fugaci della natura e della vita quotidiana.

L’uso del colore in purezza, di pennellate rapide, larghe e sommarie, con tratti di colore contrapposti, dense spatolate e l’assenza di disegno preparatorio, rendono le opere degli impressionisti vive e vibranti, in contrasto con la staticità della pittura tradizionale. Il colore per gli impressionisti non è solo la qualità intrinseca e univoca di un oggetto, ma il risultato della percezione della luce riflessa sull’oggetto stesso.

Chi era Claude Monet

Amo Monet e gli impressionisti, come amo immensamente la Normandia (dico sempre che in una vita precedete ho vissuto lì, proprio in una di quelle case a graticcio col tetto di paglia nella campagna del Calvados) e anche io, come il Maestro, sono rimasta affascinata e ossessionata da quella luce; ma chi era Claude Monet?

Per i pochi che ancora non lo conoscono, Monet fu l’anima dell’Impressionismo; la sua costante ricerca della luce e la sua resa pittorica sono il fondamento stesso del movimento, e nella sua lunga vita fu fedele soltanto ai principi dell’Impressionismo, che traeva ispirazione da immagini della vita contemporanea – nel suo caso soprattutto paesaggi – e dal dipingere soltanto en plein air, inventando sempre nuove e originali tecniche per catture i fugaci effetti della luce e dell’atmosfera. Sebbene nel corso della sua carriera sia stato criticato e addirittura schernito perchè i suoi dipinti mancavano di concretezza, negli ultimi anni di vita la sua straordinaria opera venne apprezzata e riconosciuta in tutto il mondo.

Monet nacque a Parigi il 14 novembre del 1840, quando aveva solo 5 anni la sua famiglia si trasferì a Le Havre, una cittadina portuale della costa della Normandia che divenne, in seguito, il soggetto di un’importante dipinto Impression, soleil levant (Impressione, sole nascete 1872) che fece colpo sui critici d’arte dell’epoca ispirando proprio il termine “Impressionismo” usato però, quella volta, in senso dispregiativo. Fin da subito Monet manifestò il suo interesse per l’arte, prima per le caricature e poi, all’età di 16 anni, grazie all’incontrò con il pittore Eugène Boudin, per i paesaggi.

Claude Monet, Impression, soleil levant, 1872, Huile sur toile, 50 cm x 65 cm, Paris, musée Marmottan Monet. © Musée Marmottan Monet, Paris / Studio Christian Baraja SLB

Fatto del tutto inusuale a quei tempi, a Boudin piaceva dipingere all’aperto: riteneva così facendo di cogliere la scena che gli stava davanti in tutta la sua luminosità e immediatezza. Monet rimase colpito da questa teoria che sarebbe poi diventata uno dei capisaldi della sua arte e di tutto l’Impressionismo: catturare quel primo attimo fuggente e imprimerlo sulla tela, eliminando il superfluo per arrivare a cogliere la sostanza delle cose e delle situazioni, nel continuo tentativo di ricerca dell’impressione pura.

Per intenderci; per un impressionista la rappresentazione per esempio di un grappolo d’uva, non avrà mai lo stesso numero di acini dell’originale, ma verrà piuttosto proposta nel suo insieme, con pennellate di colore puro che tendono più a darci l’idea complessiva del grappolo, che a descriverlo minuziosamente.

La vita di Monet proseguì con gli studi a Parigi, il trasferimento a Londra nel 1870 per evitare la chiamata alle armi nella guerra franco-prussina, il matrimonio con la prima moglie Camille e la casa di Argenteuil, la prima mostra Impressionista a Parigi nel 1874 e il matrimonio con la seconda moglie Alice con cui andò a vivere nella famosa casa rosa di Giverny nel 1883. Qui l’artista trascorse il resto della sua vita fino al 1926, anno della sua morte, realizzando numerose serie di dipinti che rappresentavano lo stesso soggetto, tra cui le tanto amate ninfee, questo per dimostrare come la stessa scena potesse apparire diversa secondo i mutamenti della luce del giorno e le condizioni atmosferiche.

I giardini della casa di Giverny, le ninfee e in fondo il ponte giapponese

Oltre al ciclo delle ninfee iniziato nel 1905 e che furono la massima espressione della sua inesauribile ricerca della mutevolezza del colore e della luce, un altro esempio è il ciclo di dipinti dedicati alla Cattedrale di Rouen. Anche in questo caso a Monet interessava solo il gioco di luci ed ombre che il sole produceva sulla superficie della facciata della Cattedrale nelle varie ore del giorno e non la struttura architettonica. Si narra che Monet fosse così affascinato e allo stesso tempo ossessionato dalla luce che nel momento stesso in cui questa o le condizioni atmosferiche cambiavano, e lui non aveva ancora concluso il suo dipinto, semplicemente gettava via la tela e ricominciava da capo.

Claude Monet (1840-1926) Ninfee, 1916-1919 circa Olio su tela, 130×152 cm Parigi, Musée Marmottan Monet, lascito Michel Monet, 1966 Inv. 5098 © Musée Marmottan Monet, Académie des beaux-arts, Paris
Claude Monet – La cathédrale de Rouen, le portail et la tour Saint-Romain, plein soleil, harmonie bleue et or – 1894 – Musee d’Orsay, Paris

La Normandia di Claude Monet

Le Havre: dove tutto ebbe inizio

Come già detto in precedenza Monet trascorse parte della sua giovinezza a Le Havre, la città portuale che gli fornì le prime ispirazioni. Per un viaggio nei luoghi dell’artista non si può che cominciare da qui:

  • MuMa – Musée d’Art Moderne André Malraux: inizia la giornata ammirando opere di Monet, Boudin e altri impressionisti. Qui puoi vedere come la luce e il mare hanno ispirato i pittori.
  • Port du Havre e Bassin du Commerce: passeggia lungo il porto, dove Monet dipinse Impression, soleil levant. Cerca di immaginare la stessa atmosfera all’alba!
  • Plage du Havre & Lungomare: passeggia lungo la spiaggia, osservando il gioco di luci sul mare che affascinava Monet. Fermati nei caffè fronte mare per un pranzo rilassante.
  • Les Jardins Suspendus: da questo giardino panoramico puoi ammirare una vista spettacolare su Le Havre e il mare, un’ispirazione continua per gli artisti.

Étretat: le scogliere scolpite dal mare e dalla luce

Le celebri falesie di Étretat furono uno dei soggetti prediletti da Monet, che ne dipinse molteplici versioni sotto differenti condizioni atmosferiche e di luce. Tra le opere più note spiccano La Manneporte, Étretat (1883) e Le falesie di Étretat (1885), che mostrano la sua attenzione alla luce cangiante sulle scogliere. Da visitare:

  • Falesie di Étretat: Monet amava queste scogliere spettacolari, percorri i sentieri panoramici per rivivere la sua ispirazione.
  • Jardins d’Étretat: un mix tra natura e arte, con una vista che sembra uscita da un quadro impressionista.
  • Passeggia infine nel piccolo borgo e visita la chiesa di Notre-Dame de la Garde per una vista ancora più mozzafiato.
Claude Monet, Etretat 1864 ca. Collection Association Peindre en Normandie, Caen

Rouen: la cattedrale e le variazioni della luce

Nel cuore della Normandia, la cattedrale gotica di Rouen fu oggetto di una celebre serie di dipinti di Monet, realizzati tra il 1892 e il 1894 per cogliere il mutare della luce sulla facciata. Opere come La cattedrale di Rouen, effetto mattutino (1894) e La cattedrale di Rouen, sole velato (1893) dimostrano il suo studio quasi ossessivo sulle variazioni atmosferiche e luminose. Dedica un giorno alla visita della città e scopri:

  • Cathédrale Notre-Dame de Rouen: Monet ha dipinto questa cattedrale in una celebre serie di oltre 30 tele, studiando le variazioni di luce sulle sue guglie gotiche. Fermati davanti alla facciata e prova a immaginare il pittore al lavoro nel suo studio vicino.
  • Rue du Gros-Horloge: passeggia in questa pittoresca via medievale con la famosa torre dell’orologio e fermati in qualche cioccolateria storica come la Chocolaterie Auzou e prova le Larmes de Jeanne, lamelle di Givanna d’Arco, mandorle ricoperte di cioccolato (sì, perchè Rouen è anche la città di Giovanna d’Arco).
  • Musée des Beaux-Arts de Rouen: qui puoi vedere diverse opere impressioniste, tra cui dipinti di Monet e Pissarro.
  • Quartiere Vieux-Marché: visita il luogo dove fu giustiziata Giovanna d’Arco e scopri l’affascinante mix tra storia medievale e vita moderna.

Honfleur: il porto degli artisti

Honfleur, con le sue case a graticcio e il pittoresco porto, fu un luogo fondamentale per gli impressionisti. Qui si riunivano artisti come Eugène Boudin, il maestro di Monet, che lo incoraggiò a dipingere all’aria aperta. Tra i dipinti che Monet realizzò ispirandosi a questa cittadina vi sono Porto di Honfleur (1866) e La spiaggia di Sainte-Adresse (1867), che rappresentano scene della vita quotidiana e il fascino del paesaggio marittimo: Honfleur è un gioiellino, perditi tra le sue vie e visita:

  • Vieux Bassin: il pittoresco porto di Honfleur con le sue case strette e colorate ha ispirato numerosi artisti, tra cui Monet, Eugène Boudin e Johan Jongkind. Passeggia lungo le banchine per rivivere l’atmosfera dei loro dipinti.
  • Musée Eugène Boudin: dedicato al “precursore” dell’Impressionismo, ospita anche opere di Monet e di altri pittori della scuola di Honfleur. Un vero must per chi ama l’arte!
  • Église Sainte-Catherine: una chiesa interamente in legno, unica nel suo genere in Francia, che ha affascinato numerosi artisti.
  • Passeggiata sul Mont-Joli: per una vista panoramica spettacolare su Honfleur e l’estuario della Senna, spesso immortalato dai pittori.
Claude Monet, La plage de Sainte-Andress 1867 ca. Metropolitan Museum of Art, New York

Giverny: il giardino dei sogni

Il viaggio sulle tracce di Monet culmina a Giverny, dove il pittore visse per oltre 40 anni. La sua casa e i giardini, con il famoso stagno delle ninfee e il ponte giapponese, sono oggi un museo che permette di comprendere la sua ossessione per la luce e il colore. Le serie delle Nymphéas (Ninfee), dipinte tra il 1897 e il 1926, rappresentano il culmine della sua ricerca artistica. Tra i quadri più celebri troviamo Ninfee blu (1916-1919) e Il ponte giapponese (1899), entrambi testimonianza della sua passione per l’effetto della luce sull’acqua.

Claude Monet, Ponte giapponese 1899 ca. Parigi Musee d’Orsay

Curiosità e consigli di viaggio

  • La luce della Normandia: Il cielo normanno è notoriamente mutevole, caratterizzato da rapidi cambiamenti meteorologici. Questo fenomeno ha contribuito alla varietà di effetti luminosi che tanto affascinavano Monet e gli impressionisti. Credimi, anche una giornata uggiosa in Normandia sa regalare grandi emozioni e giochi di luce pazzeschi.
  • Quando visitare: La primavera e l’inizio dell’estate sono i periodi migliori per ammirare i giardini di Giverny in fiore e godere della costa normanna in condizioni ottimali. Tenete presente che la casa di Monet è un luogo molto visitato, soprattutto in alta stagione, consiglio di prenotare i biglietti in anticipo e di armarsi di tanta pazienza.
  • Cibo e cultura: Approfittate del viaggio per assaporare le specialità locali, come il camembert, le ostriche, le moules e frites (cozze e patatine fritte) e il sidro di mele, elementi che fanno parte del fascino della regione. Se volete approfondire l’aspetto gastronomico della Normandia, vi rimando al post sul blog: cosa mangiare in Normandia

La Normandia, con la sua luce a tratti cangiante a tratti eterea e i suoi paesaggi spettacolari e sconfinati, continua a ispirare viaggiatori e artisti. Seguire le tracce di Monet non è solo un viaggio attraverso luoghi iconici, ma anche un’immersione nella poetica impressionista, un’esperienza che permette di guardare il mondo con occhi nuovi, di sentire quella luce ancor prima di vederla, cogliendo ogni sfumatura proprio come faceva il grande maestro dell’Impressionismo.

Se vuoi approfondire le tappe del mio viaggio in Normandia, leggi anche: 7 giorni in Normandia: itinerario on the road

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