Nel 2023 Nizza festeggia i 50 anni dall’apertura del Musée National Marc Chagall, esattamente il 7 luglio 1973 giorno del compleanno dell’artista. Ma a Nizza c’è un’altro importante museo da non perdere, ed è il Musée Matisse inaugurato nel 1963 e situato all’interno dei giardini dell’Arènes de Cimiez.
Dimenticatevi artisti squattrinati divenuti famosi solo dopo la loro morte, in Costa Azzurra pittori come Picasso, Renoir, Matisse e Chagall sono stati celebrati – oserei dire quasi venerati – ben prima della loro dipartita; possiamo dire che erano delle e vere proprie celebrities che hanno contribuito ad animare la scena culturale e artistica dell’epoca, e che attirano ancora oggi migliaia di appassionati visitatori.
Prima tappa Musèe National Marc Chagall
Dico prima tappa perchè entrambi i musei si trovano nel quartiere Cimiez di Nizza, una zona residenziale molto bella ed esclusiva che sorge sopra la città vecchia sulla collina da cui – per l’appunto – prende il nome. Cimiez ha raggiunto il massimo splendore nel periodo della Belle Epoque e l’architettura dei suoi splendidi palazzi e delle ville ne è la testimonianza. E’ possibile raggiungere Musée Chagall e, poco più in alto, Musée Matisse dal centro di Nizza sia in autobus che a piedi; il mio consiglio è quello di prendere l’autobus all’andata e concedersi invece una bella passeggiata rilassante col naso all’insù al ritorno.
Il Musèe National Marc Chagall è senza dubbio il più importante dedicato all’artista e conserva al suo interno il ciclo pittorico del Messaggio Biblico, porta ancora oggi con sé un potente messaggio universale dell’artista:
“Fin dalla mia prima giovinezza sono stato affascinato dalla Bibbia. Mi è sempre sembrato e mi sembra tuttora che sia la più grande fonte di poesia di tutti i tempi. Il mondo è per me come un grande deserto in cui la mia anima vaga come una torcia, ho realizzato questi dipinti all’unisono con questo sogno lontano. Ho voluto lasciarli in questa sala perché le persone potessero cercare di trovare una certa pace, una certa spiritualità, una religiosità, un senso della vita“




Chagall nasce nel 1887 a Vitebsk (all’epoca Russia ora Bielorussia) da una famiglia ebrea. Le vicende storiche e politiche dei primi del ‘900 lo portano a viaggiare molto e a vivere in mezza Europa e negli Stati Uniti dove si rifugiò durante la seconda Guerra Mondiale. Nel 1937 la Francia diventa la sua seconda patria, fu infatti naturalizzato francese e negli anni ’50 si stabilisce prima a Vance e poi a Saint Paul de Vance dove morirà nel 1985; nel cimitero del piccolo paesino è possibile ancora oggi visitare la sua tomba sempre piena di sassi lasciati da chi passa a trovarlo, proprio come vuole la tradizione ebraica.
Il ciclo del Messaggio biblico ospitato al Musèe National Marc Chagall di Nizza è composto da due parti, 12 dipinti che illustrano la Genesi e l’Esodo, i primi due libri della Bibbia, presentati nella sala principale del museo, e 5 dipinti che evocano il Cantico dei Cantici in una sala esagonale adiacente. Chagall segue di persona la costruzione del Museo, filo conduttore dell’edificio come delle opere del pittore surrealista, è la leggerezza; testimoniata nella sobrietà degli spazi e dal rigore delle forme che, in pratica, dovevano adeguarsi alle opere che Chagall aveva già realizzato e terminato diversi anni prima, nel 1966. Per il giardino l’artita realizza un grande mosaico rappresentante Il profeta Elia, che si riflette nelle acque di una vasca.


Spostandosi di qualche chilometro verso l’entroterra si raggiungono Vance e Saint Paul de Vance, pittoreschi paesini a cui Chagall era molto legato e che meritano di essere visitati al di là della vita del pittore. A Saint Paul de Vance, oltre alla tomba di Chagall, è possibile vedere alla Fondation Maeght per l’arte moderna e contemporanea, la grande tela La vie, dove si snodano tutti gli avvenimenti più importanti della vita dell’artista. Mentre a nella Cattedrale di Notre-Dame-de-la-Nativité di Vance è possibile ammirare sopra il battistero, il musaico raffigurante Mosè salvato dalle acque; proprio vicino alla cappella affrescata da Matisse.
Seconda tappa Musée Matisse
Proseguendo lungo la collina verso il Parco Des Arènes, si raggiunge una spledida villa del ‘600 all’interno del parco archeologico di Cemenelum che ricorda la tipica architettura genovese, è il Musée Matisse. Henri Matisse trascorse gran parte della sua vita nel sud della Francia; si trasferì a Nizza nel dicembre del 1917 per curare una brutta bronchite e vi restò tutta la vita fino alla morte nel 1954. Ha prodotto la maggior parte del suo lavoro in questa città che lo ispirò molto grazie alla sua luce, i suoi colori e il blu del mare.
La storia del Museo è strettamente legata alle successive donazioni di Matisse e dei suoi eredi alla cittò di Nizza; quando il Comune acquistò nel 1950 la villa Garin de Cocconato, detta anche “Villa des Arènes”, si fece strada l’idea che potesse essere adibita a spazio espositivo per le donazioni realizzato dal pittore e dal suo erede. Il 5 gennaio 1963, quais 10 anni dopo la morte dell’artista, viene così inaugurato il Musée Matisse alla presenza di numerose personalità del mondo dell’arte e del settore culturale. Le opere sono state presentate al primo piano della villa, il piano terra era allora occupato dal Museo Archeologico.


Henri Matisse è stato importantissimo per lo sviluppo dell’arte del ‘900. Nascono le Avanguardie e la scena francese si divide fondamentalmente su due fronti, entrambi aperti dalle soluzioni di Paul Cézanne: il primo volto alla ricerca di un nuovo spazio, dal quale sarebbe nata successivamente la corrente del cubismo di Picasso e Braque; e l’altra più interessata agli effetti del colore, al centro del gruppo dei Fauves, movimento al quale appartiene Matisse. I Fauves aboliscono il disegno preparatorio per lavorare direttamente sulla tela, accostando colori puri, muovendosi nel solco delle ricerche avviate da Cézanne, Gauguin e Van Gogh, nella seconda metà dell’Ottocento.


Anche Matisse come Chagall è fortemente legato al paesino di Vance. Poco fuori dal centro storico si trova infatti la Chapelle du Saint-Marie du Rosaire interamente progettata e decorata da Henri Matisse tra il 1949 e il 1951, oggi conosciuta come Cappella Matisse.
“Non è un lavoro che ho scelto, ma un lavoro per cui sono stato scelto dal destino sulla fine del mio cammino, che continuo secondo le mie ricerche, poiché la Cappella mi dà l’occasione di fissarle riunendole tutte”
Così scriveva l’artista della sua difficile opera presso i Domenicani di Vence. La Cappella venne dipinta per amicizia nei confronti di Suor Jacques Marie, ovvero la sua ex infermiera e modella Monique Bourgeois che, divenuta suora domenicana, gli chiese di progettarla. Venne inaugurata il 25 giugno del 1951 e rimane il suo testamento spirituale. Senza andare fino in Costa Azzurra è possibile visitare la Sala Matisse all’intero dei Musei Vaticani dedicata proprio ai cartoni preparatori della Cappella di Vence.

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