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Colmar: la petite venise e i piatti tradizionali

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Passeggiare per le strade del centro storico di Colmar è come camminare dentro ad una fiaba; con le famose case a graticcio tutte colorate che ti accompagnano ad ogni passo, spesso così storte che sembrano cadere, i suoi piatti tipici e il piccolo canale che ha dato a questa deliziosa cittadina dell’Alsazia l’appellativo di Petite Venise (la piccola Venezia).

Colmar è stata la nostra tappa intermendia verso la Normandia; più spesso, grazie alla loro posizione strategica, viengono Lione o Digione come sosta, ma io desideravo vedere questa città da molto tempo e così abbiamo “deviato” – e forse anche un po’ alluntato – il viaggio, ma ne è valsa sicuramente la pena.

Scatto dal Ponte Rue Turenne

Colmar: cosa mangiare

Il bello di un viaggiare in auto è quello di poter seguire itinerari insoliti e vivere ogni momento del viaggio con lentezza. Ad accoglierci quel lunedì 15 agosto, oltre alle mie amate case a graticcio, dei nuvoloni minacciosi che hanno poi portato ad un temporale estivo duranto giusto il tempo del pranzo, che abbiamo consumato sotto una tettoia godendoci il ticchettio della pioggia e assaggiando con uno dei piatti tipici di Colmar e dell’Alsazia: la tarte flambée o flammkuchen, perchè dovete sapere che la cucina alsaziona ha molte influenze tedesche, sia negli ingredienti che nei nomi delle preparazioni.

La tarte flambèe è una sorta di pizza molto sottile e croccante, composta da una strato di panna e il fromage blanc, un formaggio bianco francese morbido e non stagionato molto difficile da trovare da noi, per questo in alternativa è possibile usare un quark, uno stracchino o una ricotta. La tarte flambèe è poi farcita a piacere – quella tradizonale è con cipolla a panetta – e serviata sia nella versione salata che in quella dolce in quasi tutti i locali del centro di Colmar; ma c’è un ritorante in particolare che serve solo tarte flambèe ed è Restaurant La Soi, un locale minuscolo ma molto caratteristico.

Se siete a Colmar non potete non provare i vini alsaziani con il Riesling e il Muscat, noi abbiamo avuto la fotuna di capitare nel bel mezzo della “festa del vino” ed è stato un po’ come partecipare ad una sagra di paese. Vino da accompagnare al choucroute, un piatto a base di carne di maiale e crauti o il baeckeoffe, una casseruola composta da tre tipi di carne, patate e carote cotta al forno, da provare a Le Restaurant du Marchè; in cucina il marito, in sala la moglie (molto simpatica) e tutto il sapore dell’Alsazia nel piatto.

baeckeoffe cotto nella cocotte in terracotta
Il ristorante si trova vicono alla Collégiale St-Martin

Il dolce tradizionale da provare e da comprare nelle varie boulangerie è il kugelhopf, una ciambella lievitata molto alta e sofficie con all’interno uvetta, lamelle di mandorle e aromatizzata al rum o al brandy. Mentre da mangiare in qualsiasi momento della giornata è il classico bretzel, da acquistare rigorosamente caldo al mercato coperto di Colmar.

Il mercato coperto che affaccia sul canale Lauch
Maison Pfister, la casa più antica di Colmar
La tradizionale architettura a graticcio

Oltre alle case a graticcio, oltre alla petite venise, oltre alla tarte flambeè e i bretzel c’è un’altra cosa che rende famosa Colmar nel mondo: la città ha dato i natali a Auguste Bertholdi, lo scultore che progettò e realizzò la Statua della Libertà. Sì, proprio lei, Lady Liberty che dal 1884 accoglie chi, pieno di sogni e di speranze, approda a New York. Distogliendo per un attimo lo sgurado dalle case e abbassandolo verso terra si possono notare, incastonate nel pavè del centro storico di Colmar, tante piccole e brillanti piastre raffiguranti la Statua della Libertà che conducono al Museo Bertholdi e alla riproduzione, in scala, della famosa scultura.

Anche se Colmar è stata solo una breve tappa, queste 24 ore insieme hanno soddisfatto le mie aspettative e, come per ogni viaggio, lascio in questa città delle fiabe un pezzetto di cuore nella speranza di tornare presto a riprenderlo; magari nel periodo natalizio, quando Colmar si illumina e i palazzi si vestono a festa e tutto diventa ancora più magico.

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