Baklava: il dolce simbolo della cucina turca che mi riporta sempre a Istanbul
Baklava: il dolce simbolo della cucina turca che mi riporta sempre a Istanbul

Baklava

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Ci sono dolci che sono buoni. E poi ci sono dolci che diventano ricordi. Per me la baklava appartiene alla seconda categoria. Basta sentirne il profumo – burro caldo, pistacchi tostati, sciroppo dolce – per tornare immediatamente a Istanbul nel 2014, al mio primo viaggio in quella città magnetica sospesa tra Europa e Asia.

Ricordo perfettamente il momento in cui l’ho assaggiata per la prima volta. Ero seduta in una piccola pasticceria affacciata su una strada piena di vita, il rumore del traffico che si mescolava al richiamo alla preghiera e al tintinnio dei cucchiaini nei bicchieri di tè turco. Sul tavolo è arrivato un piccolo vassoio di baklava appena fatta. Croccante, lucida di sciroppo, verde brillante di pistacchi. Al primo morso ho capito che non era solo un dolce. Era un piccolo capolavoro di equilibrio e tradizione.

Da quel momento la cucina turca, e più in generale quella mediorientale, è diventata una delle mie grandi passioni gastronomiche. Negli anni ho assaggiato tante versioni di questo dessert iconico, ma recentemente un libro mi ha fatto tornare esattamente a quel ricordo: “Istanbul – Le ricette di culto”, pubblicato da Guido Tommasi Editore. Un libro che non è semplicemente un ricettario, ma un vero viaggio dentro una delle città più affascinanti del mondo.

E naturalmente tra le sue pagine non poteva mancare proprio lei: la baklava. Se siete curiosi di vedere come si prepara passo dopo passo, trovate tutti i passaggi nel reel su Instagram dedicato mentre la ricetta con le dosi è in fondo a questo post.

Il fascino irresistibile dei dolci turchi

La tradizione dolciaria turca è incredibilmente ricca e affonda le sue radici nella storia dell’Impero Ottomano, dove la pasticceria era considerata una vera arte. Ancora oggi i dolci occupano un ruolo centrale nella cultura gastronomica del paese e sono legati a momenti di convivialità, celebrazione e ospitalità.

Entrare in una pasticceria a Istanbul è un’esperienza quasi ipnotica. Le vetrine sono colme di dessert lucidi di sciroppo, ricchi di frutta secca e profumati di spezie. Pistacchi, noci, mandorle e sciroppi aromatici sono ingredienti che ritornano continuamente, creando un universo di consistenze e sapori intensi.

Tra tutte queste meraviglie, la baklava rimane il dolce più iconico. Non solo perché è uno dei più antichi e diffusi, ma perché rappresenta perfettamente lo spirito della pasticceria turca: opulenta, raffinata e incredibilmente aromatica.

La baklava: un dolce che racconta una storia

La baklava è molto più di un dessert. È una tradizione che attraversa secoli di storia e che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più forti della cucina turca.

La sua struttura è tanto semplice quanto geniale. Sottilissimi fogli di pasta fillo vengono sovrapposti uno sull’altro con generose quantità di burro e strati di frutta secca, spesso pistacchi o noci (io in questo caso li utilizzati entrambi). Dopo la cottura, il dolce viene bagnato con uno sciroppo profumato che penetra lentamente tra gli strati, creando quella consistenza unica che alterna croccantezza e morbidezza.

Il risultato è un dessert intenso ma perfettamente equilibrato, dove ogni morso restituisce un gioco di consistenze e profumi. In Turchia la baklava è un dolce importante. Tradizionalmente veniva preparata nelle cucine del palazzo imperiale ottomano e servita durante occasioni speciali. Ancora oggi è un regalo molto comune quando si fa visita a qualcuno, un gesto di ospitalità e condivisione. Non è quindi solo un dolce da fine pasto, ma una vera espressione culturale.

La baklava: un dolce che unisce culture diverse

Uno degli aspetti più affascinanti della baklava è la sua diffusione. Questo dolce esiste in molte cucine del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente, dalla Grecia al Libano, passando per i Balcani e l’Armenia. Ogni paese ha la propria interpretazione, con piccole variazioni negli ingredienti o nella forma. Alcune versioni utilizzano noci invece dei pistacchi, altre aggiungono spezie o aromi diversi nello sciroppo.

Queste differenze raccontano la storia dei commerci e delle contaminazioni culturali che hanno attraversato questa regione per secoli. La baklava diventa quindi una sorta di filo conduttore gastronomico che collega culture diverse. Ed è proprio questo che rende i dolci della cucina turca così affascinanti: dietro ogni ricetta si nasconde una storia fatta di viaggi, scambi e tradizioni tramandate.

Il libro “Istanbul – Le ricette di culto”

Il motivo per cui ho deciso di preparare la baklava a casa nasce proprio da questo libro: “Istanbul – Le ricette di culto” pubblicato da Guido Tommasi Editore, è uno di quei volumi che riescono a raccontare una città attraverso il cibo in modo autentico e coinvolgente. La cosa che mi ha colpito di più è la sua struttura: il libro è organizzato per quartieri della città con bellissime immagini fotografiche a corredo.

Sfogliandolo si ha davvero la sensazione di passeggiare tra le strade di Istanbul, passando da un quartiere all’altro e scoprendo piatti tipici, storie e indirizzi gastronomici. Ogni sezione non propone solo ricette ma anche suggerimenti su dove mangiare e cosa assaggiare, rendendolo una guida gastronomica oltre che un ricettario. È il tipo di libro che si sfoglia con la stessa curiosità con cui si esplora una città nuova. E proprio tra queste pagine ho ritrovato la ricetta della baklava che vi ripropongo qui.

Cucina, memoria e viaggi

Preparare la baklava a casa mi ha fatto tornare con la mente a quel viaggio del 2014. Istanbul è una città che lascia un segno profondo. Forse è la sua energia, forse il modo in cui Oriente e Occidente convivono nella stessa strada. O forse è semplicemente il suo cibo, così ricco di profumi e carattere.

Mentre lavoravo la pasta fillo mi sono tornati in mente tanti momenti di quel viaggio. Le passeggiate tra i bazar, il profumo delle spezie nell’aria, i bicchieri di tè turco bevuti lentamente guardando il Bosforo, i sontuosi palazzi e i minareti delle moschee.

È incredibile quanto il cibo sia legato ai ricordi. Un piatto può riportarti immediatamente in un luogo preciso, con la stessa intensità di una fotografia o di una canzone. La baklava per me è esattamente questo: un piccolo viaggio nel tempo che in realtà non finisce quando si torno a casa, perchè continua anche nella mia – e nella vostra – cucina.

Baklava

Baklava

Preparazione 45 minuti
Cottura 30 minuti
Portata dolce, dolci
Cucina Turca

Ingredienti
  

  • 1 confezione pasta fillo (500g)
  • 250 g burro
  • 250 g granella di pistacchi o mix pistacchi e noci
  • 1 cucchiaino cannella in polvere

Per lo sciroppo

  • 400 g zucchero bianco
  • 200 ml acqua
  • 1 cucchiaio succo di limone

Istruzioni
 

  • Comincia preparando lo sciroppo: in un padellino sciogli lo zucchero nell'acqua, cuoco a fuoco molto basso mescolando lentamente. Togli la schiuma bianca che si formerà mano a mano in superficie e quando il composto raggiungerà l'ebollizione aggiungi il succo di limone. Mescola ancora per 3 minuti poi metti da parte a raffreddare.
  • Ora prepara il Baklava: spennella un foglio di pasta fillo con il burro fuso, ripeti l'operazione per 5 volte sovrapponendo i fogli delicatamente. Cospargi con il mix di pistacchi e noci tritate che avrai precedentemente condito con un cucchiaio di cannella.
  • Taglia i fogli di pasta fillo al centro per il lato corto e arrotola ogni metà in un lungo cilindro (un po' stretto) e riponilo in una pirofila. Ripeti l'operazione finchè non avrai finito i rotoli, mettili molto vicini uno all'altro. Ricordati di tenere da parte una manciata di frutta secca per decorare la superficie del dolce.
  • Accendi il forno statico a 180° e prima di infornare taglia molto delicatamente in 6 parti, per ottenere Baklava lunghi circa 5cm. Spennella con il burro la superficie e cospargi con la frutta secca avanzata. Inforna e cuoci per 30 minuti circa. Le Baklava devono essere ben dorate! Sforna il dolce e versaci sopra lo sciroppo ormai freddo.
Parole chiave cucina mediorientale, cucina turca, dolci, Istanbul, pistacchi, Turchia

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